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SCANDIANO 

Dipendente infedele e la moglie condannati a pagare 8mila euro

M.F.
Dipendente infedele e la moglie condannati a pagare 8mila euro

Vittima di concorrenza sleale è la Bevilacqua di via Gramsci che fa disinfestazioni Il tribunale di Reggio impone ai due di pagare i danni e di pubblicare la sentenza 

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SCANDIANO

Hanno approfittato della loro posizione di dipendenti e collaboratori per carpire segreti e materiali all’azienda, oltre che altri collaboratori, e poi riproporre ai clienti gli stessi servizi a prezzi concorrenziali. Ma i loro sotterfugi sono presto venuti alla luce e sono stati denunciati.

Il tribunale di Reggio li ha poi condannati a versare un risarcimento danni di 8mila euro per la concorrenza sleale, oltre agli interessi legali e oneri processuali per almeno altri 8mila euro, e all’obbligo di pubblicare a proprie spese la sentenza su un quotidiano locale della provincia di Reggio e della provincia di Modena.

A venire condannata infatti è stata una coppia, marito e moglie, di modenesi, ovvero Luca Azzolini e Barbara Spaggiari, residenti a Concordia sul Secchia, difesa dall’avvocato del foro reggiano Gian Piero Terenziani. Mentre la società danneggiata è stata tutelata dall’avvocato del foro bolognese, Ilenia Fornea. Si tratta della Bevilacqua srl, di Giuseppe e dei figli Luca e Salvatore, che ha sede in via Gramsci 18 a Scandiano e che finalmente ha ottenuto così giustizia, dopo essersi rivolta al tribunale.

L’azienda si occupa di disinfestazione, disinfezione e derattizzazione e ha, a quanto pare, quel che si dice un solido portafoglio clienti. Utenti tanto soddisfatti del servizio fornito dalla Bevilacqua, che proprio le testimonianze di alcuni di essi, insieme a quella di un agente di commercio e di un altro collaboratore contattati da Azzolini e la Spaggiari nel tentativo di “soffiarli” alla Bevilacqua, hanno incastrato definitivamente la coppia di infedeli.

Ai due sono stati contestati, come si legge sulla sentenza poi pubblicata sulla Gazzetta di Reggio dell’edizione di ieri, reiterati atti di concorrenza sleale avvenuti tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, quando ancora erano legati alla Bevilacqua, lui come dipendente e lei come titolare dell’impresa di pulizie Natural Clean.

I due in seguito hanno poi aperto attività in proprio sempre nell’ambito della disinfestazione, evidentemente facendo affidamento sulle tecniche e i materiali – tra i quali un vero e proprio kit del disinfestatore – carpiti all’ex datore di lavoro.

Il quale in sede di denuncia attribuisce loro «un’attività di sottrazione sistematica di beni, imitazione di tecniche di intervento e sviamento di rapporti commerciali». Al culmine della quale, nel marzo del 2014, Azzolini si è dimesso per poi costituire una società presente nel medesimo settore merceologico: oltre alla Natural Clean, la Blm Pestservice e la Blm Multiservice, già Blm. Accuse tutte confermate da titolari e amministratori di aziende legate da rapporti commerciali e collaboratori della Bevilacqua. Il tribunale ha accolto così in toto la ricostruzione fatta dalla società scandianese ed è arrivato alla dura sentenza. —

M.F.

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