Gazzetta di Reggio

Reggio

NELLA SEDE DI ISTORECO 

L’Archivio delle Reggiane adesso è aperto alla città

Adriano Arati
L’Archivio delle Reggiane adesso è aperto alla città

Riordinate le 22mila cartelle personali dei dipendenti dal 1904 al 1994 Saranno consultabili dai familiari, dai ricercatori e da studiosi di storia 

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REGGIO EMILIA

La storia di una fabbrica, di un simbolo, di una città. Una storia di migliaia di persone, prima di tutto, vicende di donne e uomini ora a disposizione di tutti. Ieri è andato in scena il “R-Day 1”, la prima giornata aperta dedicata alle Officine Reggiane pensata per presentare il riordino e la sistemazione dell’enorme archivio storico delle Reggiane donato al Comune da Luciano Fantuzzi, l’ultimo proprietario dell’azienda che per quasi un secolo ha segnato la vita cittadina.



Il progetto è stato curato dal polo archivistico comunale e da Istoreco assieme alla biblioteca Panizzi, allo Spazio Gerra, all’università, con il sostegno economico di Iren. L’elemento di maggior interesse è rappresentato dalle cartelle del personale compilate su quasi 22mila dipendenti passati dal 1904 al 1994 negli sterminati spazi, oltre 600mila meteo quadrati, delle Officine Meccaniche Reggiane al quartiere Santa Croce. A lungo la quarta fabbrica italiana, dopo Fiat, Breda ed Ansaldo, capace nel momento di massima espansione di occupare contemporaneamente 12mila addetti. Non si tratta dell’intero corpo del personale, qualche scheda è stata sicuramente persa fra traslochi, bombardamenti e tutte le vicende che hanno segnato il complesso, ma il corpus rimane imponente. E, a breve, a disposizione di chiunque ne farà richiesta. Dal 2 novembre sarà possibili presentare richiesta di consultazione, o tramite il sito www.archivioreggiane.it o rivolgendosi direttamente al polo archivistico, nella sede dell’istituto storico Istoreco in via Dante 11, di fronte alla questura. Se il materiale richiesto è fra quelli disponibili, la cartella verrà messa a disposizione entro cinque giorni lavorativi.



I dettagli disponibili sono parecchi: assunzioni, specializzazioni, mansioni, raccomandazioni e promozioni, licenziamenti, premi e punizioni, infortuni, stipendi, contribuzioni, costi assicurativi. Oltre che, in diverse fasi, orientamenti e attività politiche. Alcune schede sono state usate ad agosto da Istoreco per le visite guidate precedenti al concerto dello Stato Sociale alle Reggiane, e fra poche settimane saranno di pubblica fruibilità, come hanno ricordato ieri mattina nella biblioteca dell’istituto il sindaco Luca Vecchi, il direttore della Panizzi Giordano Gasparini e quello del polo archivistico, Massimo Storchi di Istoreco, assieme alla responsabile dello Spazio Gerra Stefania Carretti e al vicepresidente del gruppo Iren Ettore Rocchi. Un’altra preziosissima risorsa dell’archivio riguarda le immagini. Dal 1937 al 1981 alle Reggiane è stato assemblato un fondo fotografico composto da 21.124 oggetti, divisi tra negativi su lastra e su pellicola, fotografie a colori e fotografie in bianco e nero. Un tesoro ospitato da 65 scatole di legno e due scatoloni sopravvissuti a traslochi, fallimenti e bombe. Al conto vanno poi aggiunti altri tremila negativi su lastra di vetro dia Renato Losi, fotografo di fiducia delle Reggiane fra gli anni ’40 e ’50. Ad oggi sono consultabili oltre 15 scatole di fotografie e album fotografici, per i quali si è terminato il processo di pulitura e restauro. Il lavoro è complesso e continuerà nei prossimi anni. Infine, sono visionabili i primi restauri dei migliaia di disegni tecnici realizzati e catalogati nell’azienda, custoditi in 13 casse di legno e tre cassettiere. —



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