La tragedia del profugo morto sul lavoro L’addio a Buba unisce comunità e fedi
Presenti al funerale stranieri richiedenti asilo e residenti. C’erano i fedeli di Al Bayt, don Margini e autorità locali
CASTELNOVO MONTI
Tutti assieme, senza guardare a fede, etnia, carta d’identità. È stato capace di unire tante persone e tante culture, Buba Durbae, il 37enne gambiano richiedente asilo morto il 26 settembre nei boschi di Casina, mentre lavorava nella raccolta della legna.
Una tragedia, su cui è ancora in corso un’inchiesta, che nella sua drammaticità ha saputo mettere insieme tutta la montagna, prima in una raccolta fondi per la famiglia di Buba e poi per una cerimonia funebre condivisa, ospitata ieri pomeriggio dal nuovo oratorio della Pieve a Castelnovo Monti. Un modo per salutare una persona sfortunata, partita per una lunghissima odissea in cerca di lavoro.
I dettagli stanno emergendo solo man mano, grazie alla collaborazione dell’ambasciata gambiana. La carta d’identità riportava 27 anni di età e Darbae come cognome.
Il nome reale è invece Buba Durbae, nato nel 1981, primo di undici fratelli in una famiglia poverissima, partito dal Gambia e arrivato in Libia tramite la Mauritania. Lì, nell’agosto 2016, il viaggio per l’Italia, l’accoglienza, la sistemazione nel reggiano, seguito dalla cooperativa Dimora d’Abramo prima a Cervarezza e poi a Felina, dove viveva con altri connazionali e cercava di guadagnare qualche soldo per i famigliari in patria.
Qualche parente, a propria volta migrante in Italia, era ieri a Castelnovo per l’ultimo saluti, fatto arrivare tramite l’ambasciata. Buba era musulmano, e il suo addio ha messo insieme diverse fedi e sensibilità. Almeno cento persone, fra giovani africani richiedenti asilo, tanti abitanti, amministratori pubblici, esponenti politici, fedeli e i dipendenti della cooperativa Dimora d’Abramo. Davanti a oltre cento persone, i religiosi della comunità islamica Al Bayt di Felina hanno recitato la preghiera islamica per il commiato alla vita.
A seguire, ha parlato il sindaco Enrico Bini, mentre il parroco don Geli Margini ha citato uno dei salmi più celebri, il salmo 23, con il suo messaggio di speranza. La parola è poi passata a Luigi Codeluppi, presidente della Dimora d’Abramo, che ha ricordato il percorso di integrazione fatto da Buba dal suo arrivo, ed i suoi tanti sforzi.
A chiudere, un gruppo di religiose e laici della casa della carità di Cagnola. Un altro passo della Bibbia, letto da una suora, poi un lungo silenzio e l’ultimo applauso, prima dei ringraziamenti e della sfilata commossa a salutare i parenti e gli amici di Durbae.
Ad assistere, anche il viceprefetto Giorgio Orrà, il comandante della compagnia dei carabinieri di Castelnovo Monti Josè Ghisilieri e il consigliere regionale Yuri Torri di Sinistra Italiana. Ora il corpo di Buba verrà trasportato in Gambia. La procedura non è semplicissima ma l’iter è già stato avviato e si punta a completare l’operazione a breve. Rimane poi aperta la sottoscrizione a favore della famiglia, con Iban IT 36 Y 07072 66280 000000411970. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
