Siap, affondo al questore «Vogliamo avere risposte»
Un nuovo documento sulle condizioni di lavoro nella questura reggiana «Ci sono violazioni e cattiva organizzazione»
REGGIO EMILIA
Continua la mobilitazione dei sindacati di polizia contro i turni di lavoro in Questura, considerati insostenibili. Un braccio di ferro avviato circa dieci giorni fa, immediatamente dopo l’operazione “Setaccio”, che ha portato all’impiego di 35 agenti in zona stazione. Una polemica che ora si arricchisce di una nuova denuncia sindacale. A farla è il Siap, che promette di inviare per conoscenza un documento contenente quelle che considera «violazioni» a tutte le autorità e a tutti gli enti della provincia.
«A seguito di numerose segnalazioni pervenute a questa segreteria provinciale attinenti diverse problematiche esistenti e persistenti presso la Questura di Reggio Emilia da lei diretta, create da determinazioni sue e dai suoi collaboratori, intendo con questo primo documento sindacale, iniziare un dialogo pubblico, inoltrando di volta in volta le problematiche a noi segnalate, di ogni genere, investendo del contenuto e del nostro pensiero nel merito delle questioni anche del recente passato», scrive Giovanni Punzo, segretario provinciale del Siap, rivolgendosi al questore, Antonio Sbordone. Nel documento, il sindacalista segnala quelle che considera «violazioni contrattuali riscontrate nella programmazione settimanale dal 15 al 21 ottobre».
Sono cinque, in particolare, gli aspetti segnalati all’interno del documento: «Personale in malattia inserito lo stesso in servizio nella programmazione settimanale (reiterazione e superficialità nell’organizzazione della Programmazione dei turni settimanali); dipendenti effettuano tre pomeriggi a settimana da programmazione; dipendenti che inquadrati in articolazione oraria non continuativa, vengono inseriti in articolazioni orarie continuative (difficoltà a calcolare le indennità di cambio turno e la fruizione del giorno libero)».
E ancora: «Dipendenti in servizio soltanto tre ore in straordinario programmato turno serale; dipendenti che non sono programmati di servizio in alcuni giorni settimana (in poche parole non sanno che servizio espletano)».
Dal sindacato ricordano che questi aspetti erano già segnalati in passato. Di qui la necessità di tornare con una nuova denuncia pubblica, «al fine di rendere noti i problemi da noi registrati», in attesa di risposte. «È chiaro, che il nostro dialogo trasparente farà emergere situazioni imbarazzanti per la Polizia di Stato – conclude il sindacalista – ma credo sia necessario usare la “denuncia pubblica” contro la compressione dei diritti». A queste parole il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, ha infine replicato di non voler parlare ai sindacati attraverso i giornali ma nelle sedi a ciò deputate. —
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