Reggio Emilia, il trenta per cento dei posti disponibili al San Lazzaro diventa a pagamento
Disegnate nuove strisce blu davanti al Campus universitario Il cambiamento riguarda anche gli studenti, che protestano
REGGIO EMILIA. L’equazione è sempre la stessa: nuovi parcheggi a pagamento comportano anche nuove polemiche. E così è accaduto anche al San Lazzaro, dove da qualche giorno l’amministrazione comunale ha disegnato delle strisce blu all’ingresso dell’area. Una scelta che non è piaciuta, soprattutto ad alcuni studenti universitari del Campus.
LA PROTESTA. A far da portavoce dei malumori dei ragazzi è Stefano Dalla Cà: «La “nuova” situazione sta turbando molti studenti di Ingegneria dell’università di Reggio nella zona San Lazzaro – scrive il ragazzo – venendo a scuola per svolgere la solita lezione mattutina, mi accorgo di non vedere praticamente nessuna automobile nel parcheggio dell’università, al contrario di tutti i giorni, mesi e anni di studio passati lì».
Ovviamente il motivo, secondo Dalla Cà, è uno soltanto: «Nel week-end il Comune ha ben pensato di mettere il parcheggio a pagamento. Il fatto è semplice. Gli studenti che vengono ogni mattina all’università con l’automobile non sono della città e se lo sono vengono da lontano. Perché oltre a pagare duemila euro di tasse universitarie, centinaia di euro l’anno di benzina e altre centinaia di euro in libri, dobbiamo pagare cinque euro al giorno di parcheggio?».
LA LETTERA DEGLI STUDENTI. La lettera dello studente prosegue, e il ragazzo racconta poi di aver già contattato «il sindaco, per ricevere come risposta un “parcheggi altrove e prenda i mezzi pubblici”. Per ottenere giustamente altri fondi e per rendere la vita universitaria più agevole. All’università si va per studiare, non per dare fondi al Comune».
Anche perché, conclude Dalla Cà, «gli studenti portano ricchezza, andando a mangiare nei ristoranti della zona, pagando le tasse territoriali e la relativa retta universitaria».
LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE. Sulla vicenda è poi arrivata la risposta dell’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino. «La questione è stata comunicata già diverso tempo fa – spiega – come prevede la procedura. Anzitutto vorrei precisare che esiste il parcheggio di piazzale Funakoshi e quello di via Sicilia, entrambi a poche decine di metri dal San Lazzaro ed entrambi completamente gratuiti. I posti più prossimi all’Ausl sono stati messi a pagamento, con una franchigia gratuita, per favorire la rotazione. In modo tale che i dipendenti di quegli uffici, circa un centinaio, non li occupino e possano invece essere utilizzati gratuitamente dai cittadini che in quegli uffici hanno degli appuntamento o delle visite».
CONTATTO CON I SINDACATI. Considerando quindi il Funakoshi, via Sicilia e gli stalli interni al San Lazzaro ancora gratuiti, l’amministrazione ha messo a pagamento il 30% circa di tutta l’offerta. «Tra l’altro – prosegue l’assessore – abbiamo ridotto di circa 50 stalli il numero di quelli che abbiamo messo a pagamento sulla base di un accordo fatto con i sindacati, che una volta che hanno saputo dall’Ausl, a primavera 2018, di quanto sarebbe successo, ci hanno inviato osservazioni che sono giustamente state accolte».
BASTA UNA CAMMINATA. Per quanto riguarda gli studenti, conclude Tutino, «non chiediamo loro di pagare il parcheggio ma chiediamo di fare 50 metri a piedi, mi sembra che siano in grado di fare questo onerosissimo sforzo». —
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