Nel solo 2017 undici le vittime Gli infortuni a quota 10.950
Altissimo il costo umano ed economico, gli incidenti sul lavoro incidono fra il 2,5% e il 3,2% sul Prodotto interno lordo
REGGIO EMILIA
Gli infortuni denunciati nella nostra provincia nel 2017, sula base dei dati dell’Inail elaborati da Cgil, Cisl e Uil, sono stati 10.950 (+160 rispetto al 2016).
Nel periodo 2012-2017 gli infortuni mortali sono stati 94 (di cui 11 solo nel 2017).
A ferirsi, o a morire, sul lavoro sono soprattutto giovani e precari, mentre negli anziani si assiste ad un aumento delle malattie professionali e di infortuni più gravi, così come si registra un incremento di infortuni tra le donne.
I dati 2017 (quelli 2018 non sono ancora disponibili, ma il trend dei primi mesi rileva un continuo lieve aumento) sono stati resi noti il primo maggio scorso, giorno dei lavoratori.
I NUMERI A REGGIO
L’aumento del numero degli infortuni è generalizzato in Regione come a Reggio.
Nella nostra provincia su 10.950 denunce, gli infortuni riconosciuti sono stati 6.500.
Le malattie professionali denunciate sono state 1.212, mentre quelle riconosciute sono state oltre 900.
In regione nel 2017 gli infortuni mortali sono stati 115. Se si considerano poi esclusivamente quelli avvenuti sul posto di lavoro, sono 26.
Un costo umano altissimo, anche in termini economici: il costo degli infortuni incide tra 2,5% e il 3,2% del Pil.
I NUMERI IN REGIONE
I dati dell’Osservatorio indipendente di Bologna sui morti sul lavoro aggiornato al 30 aprile confermano il trend denunciato dai sindacati.
Da inizio 2018 i morti sui luoghi di lavoro sono stati 220 e se a questi si aggiungono i morti per incidenti stradali e in itinere (ovvero da e per il posto di lavoro) salgono a 450.
I dati forniti dall’osservatorio correggono anche il numero dell’Inail per il 2017: per l’Istituto infatti i morti complessivi sono stati 1.029, mentre per l’Osservatorio vanno conteggiati anche i 139 agricoltori rimasti schiacciati dal trattore e diversi altri casi di lavoratori che non compaiono tra le denunce Inail, facendo così salire il totale a 1.380.
I dati riferiti al 2017 dell’Osservatorio quantificano in 632 gli infortuni mortali sui posti di lavoro e in 1.400 il totale complessivo contando anche i morti sulle strade e quelli in itinere.
Per quanto riguarda i diversi settori, l’agricoltura anche nel 2017 ha superato il 30% di tutti i morti sul lavoro e l’edilizia da sola rappresenta il 20%, seguiti da industria e autotrasporto che oscillano tra il 10 % e il 25% dei morti.
Infine gli stranieri morti per infortunio, che rappresentano il 10% del totale da inizio 2018. —
AM.P.
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