Nato un comitato scientifico per celebrare Angelo Secchi
Nel bicentenario della nascita sarà anche attivata una centralina di allerta meteo che richiama quella ideata per lo Stato Pontificio e premiata all’Expo nel 1867
REGGIO EMILIA
Nella nostra città ci sono una strada ed una scuola che ricordano padre Angelo Secchi. Ma non c’è nemmeno una statua: un tempo esisteva un busto di Parmiggiani che non si sa dove sia finito. E pensare che dovremmo tutti celebrarlo con i massimi onori e andare fieri delle sue origini perché questo nostro concittadino è riconosciuto in tutto il mondo come uno dei primi studiosi dell’astrofisica e della moderna meteorologia.
Ora finalmente Reggio si mobilita e nel bicentenario della nascita è nato un comitato scientifico che ha organizzato una mostra ai Civici Musei (resterà aperta da sabato 20 ottobre al 3 febbraio 2019), ha programmato incontri con le scuole (oltre 50 le prenotazioni) e sta ridando vita ad una centralina reggiana di Allerta Meteo che richiamerà quella da lui ideata per lo Stato Pontificio. Ieri l’annuncio di queste lodevoli iniziative con la presidente del Consiglio comunale, Emanuela Caselli, che ha lodato chi si è impegnato nella preparazione di una mostra dal titolo “Tutti i colori delle stelle. Padre Angelo Secchi e la nascita dell’astrofisica” realizzata dai Civici Musei insieme al Comitato per il ricordo dello scienziato reggiano istituito dal Ministero per i Beni Culturali. Ne fanno parte Aldo Altamore, Lucio Angelo Antonelli, Maria Carmen Beltrano, Fabrizio Bonoli, Roberto Buonanno, Roberto Capuzzo Dolcetta, Silvia Chicci, Ileana Chinnici, Federico Corni, Marco Faccini, Matteo Galaverni, Giordano Gasparini, Roberto Marcuccio, Franco Prodi, Giuseppe Adriano Rossi, Ivan Spelti, Ginevra Tancredi a nome di associazioni ed istituzioni socio-culturali.
L’orgoglio per i progetti avviati e la soddisfazione del Comune capoluogo sono stati testimoniati dall’assessore alla cultura Raffaella Curioni che ha esaltato la figura di Secchi e la sua dedizione alla ricerca scientifica sottolineando infine il ruolo formativo dei Musei depositari di una storia che costituisce un valore per la contemporaneità. Elisabetta Farioli, direttore dei Musei, ha elencato poi alcuni reggiani resi celebri dalla storia (Nobili, Venturi, Chierici, Fontanesi, Panizzi, ecc.) ed ha attribuito loro la positività della cultura delle odierne generazioni soffermandosi sui dettagli dell’esposizione dedicata ad Angelo Secchi ed alla centralina meteo che sorgerà sulla torretta per dirci quotidianamente “il tempo che farà”. Infine la geologa Silvia Picchi ha descritto alcune delle straordinarie scoperte del gesuita-scienziato capace di coniugare fede e scienza raggiungendo traguardi all’epoca impensabili. Dunque un precursore della modernità tecnologica e dell’infinito celeste che nacque proprio a Reggio due secoli fa.
Di questi aspetti e di altri particolari (il percorso espositivo museale sarà suddiviso in quattro sezioni) si parlerà sabato mattina nell’Aula Magna dell’ateneo. Alle 10 interverranno in conferenza Ileana Chinnici e Paolo De Bernardis; alle 12 l’inaugurazione della mostra. Domenica alle 16 inizia un ciclo di appuntamenti per “Il tè delle muse”:Fabrizio Bonoli spiegherà perché non è mai stato realizzato un monumento a Secchi. —
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