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«Non picchiavo mia madre Alle volte però la sgridavo»

J. D. P.
«Non picchiavo mia madre Alle volte però la sgridavo»

Il 50enne denunciato dai carabinieri dà la sua versione «L’ho sempre trattata bene Chiedevo soldi per le sigarette ma poi li ho sempre restituiti»

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CASALGRANDE

«Non ho mai picchiato mia madre. È vero che alle volte la sgridavo per alcuni suoi comportamenti, ma non ho mai alzato le mani contro di lei. Anzi, la trattavo bene, la portavo alle visite, la accudivo...». A parlare è il 50enne di Casalgrande che è stato denunciato dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della madre 80enne.

Ieri l’uomo, che è difeso dall’avvocato Marcello Fornaciari, ha contattato la Gazzetta per fornire la sua versione sulla vicenda che lo vede protagonista e che abbiamo raccontato domenica. «È vero che chiedevo dei soldi a mia madre, ma per le sigarette e non per il gioco o per bere. Lo facevo perché sono disoccupato. Poi comunque li ho sempre restituiti».

Molto diversa la versione fornita dall’anziana ai carabinieri di Casalgrande, che hanno svolto delle indagini al termine delle quali è scattata la denuncia alla procura di Reggio.

La donna dalla scorsa estate non vive più con il figlio ma è andata presso un altro familiare. Dopo quell’allontanamento sono emersi i presunti maltrattamenti, che sarebbero andati avanti per due anni.

Il comportamento aggressivo sarebbe iniziato quando il figlio si è separato ed ha iniziato a convivere con la madre.

L’anziana ha raccontato ai militari che per proteggersi ed evitare di imbattersi nell’uomo aveva iniziato a chiudersi in camera o uscire di casa molto presto.

In alcune occasioni l’80enne si è anche rivolta ai vicini di casa, che sono stati ascoltati, così come altre persone che conoscono le persone coinvolte. «Ma non è vero che sia stata costretta a dormire nella cabina dell’ascensore, come è stato detto», replica il 50enne, che tra l’altro sostiene di essere stato lui stesso vittima di maltrattamenti da parte di altri familiari.

A stabilire chi ha ragione e quale versione dei fatti sia quella giusta sarà un giudice. —

J. D. P.

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