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Reggio Emilia, via al restauro della facciata della stazione: lavori per rifare il tetto e i locali interni

Luciano Salsi
Reggio Emilia, via al restauro della facciata della stazione: lavori per rifare il tetto e i locali interni

Partita la nuova fase dell’intervento predisposto da Rfi per un totale di dieci milioni di euro. In arrivo anche il Wi-Fi

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REGGIO EMILIA. S’avvia alla conclusione l’intervento di restauro e ammodernamento della stazione ferroviaria storica, cominciato l’anno scorso nel quadro del programma relativo alle 120 stazioni più importanti d’Italia. Le impalcature montate sulla facciata, ben visibili da piazzale Marconi, segnalano che, dopo l’adeguamento di marciapiedi e pensiline già portato a termine, Rete ferroviaria italiana si appresta a rimettere a nuovo l’edificio principale.

Oltre alla ritinteggiatura della superficie esterna sono previsti il rifacimento del tetto, la sostituzione degli infissi, il restauro dei locali interni, l’installazione di una nuova segnaletica e il miglioramento del sistema di comunicazione audiovisivo composto da altoparlanti, pannelli luminosi e monitor. Sarà predisposta una connessione Wi-Fi e saranno rinnovate le scale che mettono in comunicazione i binari con il sottopassaggio carrabile di proprietà del Comune.

I lavori dovrebbero terminare entro la fine dell’anno o all’inizio del 2019, per una spesa di 10 milioni sull’intero intervento biennale, alla quale si devono aggiungere tre milioni impiegati nel 2015-2016 per il sottopasso pedonale e 20 milioni per l’apparato centrale computerizzato che controlla e dirige il traffico ferroviario.

Intanto un altro cantiere è stato aperto nel centro di piazzale Marconi, dove una macchina operatrice è in funzione nell’area delimitata da transenne attigua alla rotatoria. Si tratta della manutenzione straordinaria delle travature di cemento che sorreggono le griglie di aerazione del parcheggio sotterraneo di proprietà comunale. Nei quindici anni trascorsi dalla sua realizzazione il continuo passaggio di auto e autobus ha logorato queste strutture, che non garantiscono più le condizioni di massima sicurezza. Perciò il Comune ha disposto e finanziato il rafforzamento delle travature e la loro separazione dalle grate per impedire che il traffico continui a indebolirle.

La stazione che noi vediamo non è quella originaria. Nell’Ottocento ne fu costruita in stile classico una simile a quella di Modena. Poco prima della seconda guerra mondiale quel fabbricato fu sostituito da un altro progettato dall’architetto Angiolo Mazzoni, ingegnere capo delle Ferrovie dello Stato, che lo volle di tre colori in omaggio alla città del Tricolore. I bombardardamenti del ’44 lo distrussero. La stazione quindi fu rifatta nella forma attuale e inaugurata nel ’49.

Il programma di Rfi riguarda anche la stazione di Sant’Ilario, per la cui riqualificazione sono stati stanziati cinque milioni e mezzo. I lavori, cominciati in gennaio e destinati a concludersi nel giro di un anno, hanno comportato l’innalzamento dei marciapiedi allo standard europeo di 55 centimetri. Il fabbricato sarà ritinteggiato. Verranno realizzate nuove pensiline e rifatti i servizi igienici.

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