Striscione nel cuore della notte Blitz dei militanti di CasaPound
Dopo la rissa fra rumeni accuse all’amministrazione «Serve un intervento forte per ridare tranquillità a una zona difficile della città»
REGGIO EMILIA
“Sicurezza in stazione, un optional per questa amministrazione”. Recita così lo striscione che i militanti del nucleo reggiano di CasaPound Italia hanno affisso nella zona della stazione storica di Reggio Emilia. Il riferimento è alla rissa, finita con un accoltellamento, tra due nuclei familiari di romeni di etnia Rom che si contendevano un posto letto abusivo. La Procura procede per rissa aggravata a carico dei sette coinvolti (ferito compreso) e per tentato omicidio a carico del solo Emil Caldarar, il 37enne che ha inferto due fendenti ai polmoni all’antagonista Nicolae Bancu. Intanto quest’ultimo, il 35enne ferito, è stato dichiarato fuori pericolo ed è stato dimesso dal Santa Maria Nuova con una prognosi di 40 giorni.
Sull’iniziativa dello striscione Casapound spiega: «Negli ultimi giorni, in stazione, bande di rumeni si sono affrontate a colpi di coltelli e un ragazzo di 17 anni è stato picchiato alle ex Reggiane per cercare di recuperare il telefono rubato alla fidanzata. La situazione è sempre stata sottovalutata da questa amministrazione e dalle precedenti, portando nel corso degli anni ad un’escalation di questi fatti gravi per la sicurezza dei reggiani e di chi transita nella zona. Come disse il sindaco Luca Vecchi “Non siamo a Beverly Hills”, ma ci piacerebbe non diventare come il Bronx. Se questo è l’obiettivo delle amministrazioni targate Pd, ci stanno riuscendo in pieno a causa dell’immobilismo sul tema».
In conclusione Casapound chiede «un intervento forte e deciso degli organi competenti per ridare sicurezza e tranquillità ad una delle zone più difficili della città». —
AM.P.
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