Gazzetta di Reggio

Reggio

i dettagli 

Il parco diventa un giardino tra boulevard e spazi cortilivi

L.V.

Entusiasta il sindaco Vecchi per il recupero di un luogo storico della città  nei suoi aspetti paesaggistici  e architettonici

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REGGIO EMILIA

Il progetto vincitore del bando di gara per la rinascita della Reggia di Rivalta è basato su un duplice impegno: recuperare un patrimonio che appartiene alla storia reggiana e renderlo contemporaneamente utilizzabile dai reggiani del nostro tempo. Dunque un investimento strategico anche per il futuro collegabile con piazza Gioberti e quindi il cuore della città. Questo in sintesi è stato l’elogio espresso dal sindaco Luca Vecchi, presente ieri ai lavori della commissione che ha scelto l’idea del gruppo italo-olandese.

Delle varie zone del complesso sono state in effetti delineati i lavori da compiere distinguendo le aree in ragione del loro utilizzo storico e del possibile impiego odierno.

L’ampio parco antistante la Reggia può essere in effetti un magnifico giardino con svariate destinazioni arboree, avvalendosi anche del patrimonio idrico che possiede (bacini e condutture sotterranee), e diventare luogo di accoglienza e svago. Il muro che delimita l’area può servire come elemento protettivo, ma anche percorso per escursioni paesaggistiche, attrattiva di carattere turistico.

Ci sono poi grotte, un “parco segreto”, boulevard e spazi cortilivi nei quali si possono programmare feste, iniziative sportive, appuntamenti popolari. Da non trascurare le vasche che affiorano in alcuni punti del parco e potrebbero addirittura prestarsi ad attività natatorie; che dire poi della torre in legno che si candida come ideale punto di osservazione dall’alto.

Dunque aspetti architettonici e paesaggistici si combinano con quelli funzionali e di fruizione. Il recupero va d’intesa con la sostenibilità ambientale. Tanti elementi che sono stati alla base della selezione progettuale e che sono destinati a rendere partecipi i reggiani nel rilancio di una risorsa ereditata dagli Estensi con piena consapevolezza civile e culturale.

Segni di un’altra epoca che trovano nuova contemporaneità a trecento anni di distanza. Dal Settecento al Duemila ora può dunque nascere un percorso capace di unire tradizione ed attualità. Potranno nascere insediamenti arborei ma anche essere ospitati concerti, festival, si potrà generare un luna park, una mèta per promuovere escursioni turistiche.

Per dovere di cronaca citiamo gli altri quattro progetti arrivati in finale: Canali Guido-Teneggi Roberto-Marsigli Filippo- Pivetti Moreno-Zaggia Deborah; Nardis Leonardo-Baronchelli Diego- Geuna Alberto; Franchi Gianfranco-Tesi Chiara-Burlando Roberto- Antonini Eraldo-Cirilli Francesco- Pagotto Adelio-Meneghello Eleonora; Centro cooperativo di Progettazione –Cibinel Laurenti Martocchia architetti associati studio Bellesi Giuntoli. —

L.V.

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