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La “green way” dell’area ceramica Da Rubiera a Baiso sulla bicicletta

Cristina Orsini ;

Il progetto coinvolge quattro Comuni, Ente parco e Regione  Nasce un tracciato di 36 chilometri da un milione di euro

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ZONA CERAMICHE

Da Rubiera a Baiso in bicicletta, seguendo il tracciato del fiume Secchia. Una pedalata lunga 35,8 chilometri attraverso la zona ceramica e oltre, da fare per diletto ma anche per raggiungere fabbriche, aziende, imprese. E per chi sceglie la mobilità slow, in un futuro prossimo, scatteranno benefit e premi.

La nuova ciclovia – 12 chilometri da realizzare ex novo, la prima che collega la pianura alla collina, costo totale un milione di euro – nasce infatti per dare contenuti al concetto di “mobilità sostenibile” negli spostamenti brevi – quelli entro i 5 chilometri – che vengono fatti quotidianamente per raggiungere il posto di lavoro o la scuola.

Quattro comuni e il Parco

Il progetto che ha coinvolto quattro Comuni. Baiso, Casalgrande, Castellarano (capofila) e Rubiera hanno firmato una sorta di patto di collaborazione e si sono suddivisi una spesa di 450. 000 euro. Il progetto, realizzato dai tecnici delle Ente parchi Emilia centrale (contributo pari a 150 mila euro), è stato presentato il 7 settembre scorso in Regione per partecipare al bando attraverso il quale reperire almeno una parte delle risorse necessarie (400 mila euro) per costruire la “green way” lungo il Secchia.

«È fondamentale – spiega il sindaco di Castellarano, Giorgio Zanni – avere il contributo regionale per procedere in maniera unitaria alla realizzazione. Se saremo esclusi, i tempi di costruzione rallenteranno, ma l’intenzione dei sindaci è di procedere comunque».

Perché la bici è, sì, la frontiera della mobilità sostenibile e del rispetto dell’ambiente, ma è anche il mezzo per godersi appieno il territorio: «E la ciclabile che vogliamo costruire – conclude Zanni – attraversa zone bellissime dell’area ceramiche e può dare un contributo anche allo sviluppo turistico». Dunque, avanti tutta.

il tracciato

La direzione la indica l’architetto Enrico Guaitoli dell’Ente parco, che con lo staff tecnico ha realizzato il progetto. «L’area che attraversa la ciclovia è tra le più dense di traffico di tutta la provincia reggiana – spiega – per la compresenza della via Emilia e della provinciale 467. I numeri parlano di 29-30 mila veicoli che ogni giorni attraversano il territorio, e molti sono camion e tir. Il nostro obiettivo è trovare soluzioni per alleggerire il traffico di auto sostituendole con le biciclette nei tratti brevi, visto che quello pesante difficilmente potrà calare».

Il tracciato della green way è complesso: parte dal ponte De Mucchi a Rubiera, e finisce a Lugo di Baiso. Molti i “nodi” da superare: il collegamento tra Rubiera centro e la zona industriale, con attraversamento della provinciale e dello scalo merci (il tracciato correrà su un viottolo usato dai mezzi agricoli); la strettoia tutta curve del Pescale, lungo la 486 tra Roteglia e Castellarano.

«In questo tratto – spiega Guaitoli – il tracciato correrà lontano dal fiume e dalla provinciale, a circa un chilometri di distanza lungo la ex camionabile, strada sicura anche dal punto di vista idrogeologico e che arriva fino a Lugo».

La pista ,una volta raggiunta Roteglia, proseguirà lungo la strada del depuratore, fino ad arrivare in centro a Castellarano (collegamento di cinque chilometri).

Un’altra deviazione verrà fatta a Baiso per superare il cantiere della centrale idroelettrica (circa un chilometro). La ciclabile della zona ceramica si raccorderà inoltre con quella in zona Ponte Secchia per chi proseguirà la corsa nel Modenese. Cinque i collegamenti diretti con le zone industriali: due a Rubiera, uno a Casalgrande, Castellarano e Baiso. –

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