La Sovrintendenza ordina: alleggerite il progetto
Da una lettera si scopre che il 24 settembre si è svolta una riunione, a cantiere aperto e nella fase acuta della polemica
reggio
La domanda era partita il 3 marzo 2018. La risposta è arrivata l’8 ottobre 2018. Quasi nove mesi son passati. Ma non apriremo un esame dei tempi e dei modi con i quali il cittadino mittente viene trattato dalla burocrazia di Stato destinataria.
Ciò che interessa nella bramata lettera di risposta è una data precisa, quella del 24 settembre 2018, giorno nel quale la Sovrintendenza di Bologna dichiara di avere incontrato i tecnici incaricati della riqualificazione di piazza Roversi. La Sovrintendenza di Bologna dichiara che in quella circostanza “si sono ulteriormente alleggeriti i caratteri del progetto proposto”.
Alleggeriti. Il verbo adottato dalla sovrintendente Cristina Ambrosini (è lei che firma la lettera di risposta al cittadino reggiano Fabio Pederzoli) è inequivocabile.
Vuol dire che il piano di riqualificazione di piazza Roversi è stato appunto alleggerito in un momento di non poco conto: a cantiere aperto e nel pieno della polemica sulle stesse caratteristiche dell’intervento: troppi spigoli, alberi, pavimentazione, vasca d’acqua davanti la chiesa del Cristo... Dunque qualcosa è successo. Anche di sorprendente se si pensa che la comunicazione è stata inviata a un cittadino che non ha mai smesso di insistere. Se si pensa che la nota non è stata diramata dalla Sovrintendenza o dal Comune ai media o ai gruppi che da angolazioni e motivi diversi criticano il progetto o parti di esso. E se si ricorda che in quei giorni il confronto si era accalorato. Il cantiere aveva aperto appena dopo la Giaréda e domenica 16 settembre in una delle pagine dedicate la Gazzetta aveva titolato “Se l’angolo diventa un modulo Spigolandia si trasforma in idolo”.
Un’altra parola, contenuta nella risposta, dà un senso di ripetizione a quegli “alleggeriti”. È “ulteriormente”. Seguendo l’analisi del testo significa che non è la prima volta che la Sovrintendenza chiede una revisione del progetto: “Ulteriormente alleggeriti”. È chiaro che la comunicazione bolognese non riguarda la questione dei tassi o di altri vegetali, perché avrebbe significato che ne servivano di meno, invece il Comune ha deciso di piantarne di più.
Il riferimento appare più mirato a caratteri strutturali o estetici importanti: gli spigoli? I cordoli bianchi? I rivestimenti?
In attesa di una risposta dai tecnici e dal Comune, va sottolineato un altro passaggio importante della lettera firmata dalla sovrintendente. Passaggio importante e molto devoto al linguaggio burocratico. Se nelle righe precedenti l’ufficio bolognese informa che sono stati “ulteriormente alleggeriti i caratteri del progetto proposto”, in chiusura dà un buon voto alla riqualificazione: “Trattandosi di luoghi dove non appare storicamente definita una configurazione architettonica, le proposte appaiono migliorative rispetto allo stato attuale in termini di pregio dei materiali, degli arredi e in termini di incremento di aree pedonali e fruibili”. Al riguardo - tra l’altro - gli architetti Casarini e Rinaldi hanno tenuto conto delle indicazioni di Reggio Città senza Barriere. —
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