Bimba abusata, lo zio assolto Per il perito è infermo di mente
Non viene ritenuto imputabile alla luce della perizia psichiatrica che l’ha ritenuto in capace d’intendere e di volere durante i brutali atti sessuali alla nipote
VAL D’ENZA
Non è punibile, in quanto la perizia psichiatrica (effettuata dal dottor Gianfranco Rivellini) l’ha ritenuto incapace d’intendere e di volere al momento del fatto.
Un epilogo assolutorio non da poco – in tribunale a Reggio Emilia – in quanto stiamo parlando dello zio disabile che abusò ripetutamente della nipotina quando aveva sei anni. Per il perito intende poco la realtà che lo circonda e avrebbe una volontà praticamente nulla. La perizia del tribunale sembra confermare quanto già affermato dal consulente della difesa, Valentina Vita, che aveva escluso la capacità di intendere e di volere. Il perito dice però che c’è una sorta di capacità di intendere, perché l’imputato ha avvertito la sanzione che deriverebbe dal suo comportamento. Però questo sarebbe avvenuto in una fase successiva degli atti, come accade per i bambini. Lo zio disabile vive ora in una comunità ma con un regime di sorveglianza. È assistito dall’avvocato riminese Gianluca Tencati. Secondo l’accusa rappresentata dal pm Valentina Salvi, lo zio disabile avrebbe più volte violentato la bambina. Una brutalità, quella che raccontano le pagine dell’inchiesta, che vedrebbe coinvolta anche la madre della piccola, sorella dell’aguzzino, la quale sarebbe stata al corrente di quanto accadeva, perché sarebbe intervenuta più volte all’interno della stanza del fratello, anche per liberare la figlia (era legata al letto), oltre ad aver ricevuto in più occasioni gli sfoghi della bambina. La donna ha scelto il rito ordinario, dove dovrà rispondere del reato di omissione di controllo. In sede di incidente probatorio in audizione protetta, la vittima aveva raccontato l’incubo in cui viveva. Gli atti contestati risalgono al periodo tra il 2010 e il 2013. Tre anni d’inferno, durante i quali lo zio l’avrebbe costretta a subire atti sessuali. L’Unione dei Comuni della Val d’Enza si è costituita parte civile con l’avvocato Marco Scarpati. —
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