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"I boss vogliono i soldi per la droga", ma è simulazione: 30enne denunciato

"I boss vogliono i soldi per la droga", ma è simulazione: 30enne denunciato

Sant'Ilario, con questa bugia era riuscito a farsi dare decine di migliaia di euro dal padre preoccupato per la sua sorte

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SANT’ILARIO. Per oltre un anno ha fatto credere al padre di essere minacciato e ricattato da dei calabresi ai quali doveva dei soldi in ragione di una partita di droga non pagata. Un debito che l’avrebbe quindi visto finire sotto il mirino dei calabresi che intendevano rientrare della somma concernente la partita di droga non pagata.
Probabilmente per essere più credibile sotto gli occhi del genitore è andato oltre: si è presentato ai carabinieri di Sant’Ilario formalizzando la relativa denuncia che lo vedeva vittima dei reati di minacce ed estorsione. Riteneva probabilmente di aver espletato una mera formalità nel denunciare il tutto ai carabinieri è invece, con l’andare avanti del tempo, da vittima si è ritrovato indagato. 
 
I carabinieri di Sant’Ilario, infatti, a conclusione delle relative indagini hanno acquisito incontrovertibili elementi di responsabilità a carico del 30enne che è risultato essersi inventato tutto per ottenere dal padre, preoccupato per le eventuali sorti del figlio, ingenti somme di danaro che invece il ragazzo utilizzava per l’acquisto di stupefacenti per uso personale. 
 
Per il 30enne reggiano l’accusa è di simulazione di reato. Aveva fatto intendere di essere al soldo di alcuni malviventi calabresi dimoranti nel capoluogo felsineo, per conto dei quali faceva consegne di sostanze stupefacenti. Dopo averlo fatto credere al padre, aveva denunciato ai carabinieri di essere vittima di minacce ai fini estorsivi, in quanto doveva rientrare di un debito maturato con i calabresi per una partita di droga di cui si era disfatto alla vista dei militari dell’Arma. 
 
Da quel momento non era riuscito a “risarcire” i calabresi che continuavano a minacciarlo per rientrare dal debito. Denuncia che secondo i militari è stata formalizzata per rendere maggiormente sostenibile la stessa storia raccontata in precedenza al padre che, per aiutare il figlio, gli elargiva somme di danaro, nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro, con il fine farlo rientrare dal debito maturato. 
 
Le risultanze investigative dei carabinieri hanno però sconfessato il racconto del 30enne. Secondo le ipotesi dei carabinieri il 30enne aveva messo in piedi la "storiella" dei calabresi con il fine, assolutamente riuscito, di carpire somme di danaro al padre a lui necessarie per acquistare stupefacenti per suo uso personale. 

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