I lavori antisprechi sui canali valgono una piccola diga
Approvato il progetto da 20 milioni di euro che prevede 5 interventi sulla rete Sarà diminuita la perdita d’acqua ottenendo 4 milioni di metri cubi l’anno in più
POVIGLIO
Un progetto che vale una piccola diga. Non la diga di Vetto, di cui si parla (spesso senza cognizione di causa) dal 1860, quando Giuseppe Carlo Grisanti ideò un bacino idrico sull’Enza, ma una diga come quelle del Molato e di Mignano, nel Piacentino, che distribuiscono dai 5 ai 10 milioni di metri cubi l’anno.
Il progetto in questione è quello del Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale, approvato in queste ore. «La notizia dell’ultima ora – dice il Consorzio – è del tutto positiva per i consorziati dell’Emilia centrale». Si tratta di un progetto integrato a favore del risparmio idrico nelle aree di pianura del Reggiano e Modenese, che è stato inserito nelle priorità del governo attraverso un finanziamento di 20 milioni di euro da parte del ministero dell’Agricoltura mediante il Psrn (Programma sviluppo rurale nazionale).
Il progetto del Consorzio vedrà un’azione mirata sulla rete di canalizzazione volta a diminuire significativamente la perdita di acqua lungo il percorso in alveo. Nella fattispecie, si tratta di cinque interventi, progettati dallo staff tecnico consortile per un totale complessivo di circa 30 chilometri, che consentiranno un ingente risparmio di acqua: oltre quattro milioni di metri cubi l’anno. «Se si considera che la risorsa recuperata attraverso il progetto di depurazione delle acque reflue in collaborazione con il Gruppo Iren a Mancasale (preso ad esempio modello a livello nazionale) consente un riutilizzo di quasi 5 milioni di metri cubi in più – afferma il Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale – i quattro recuperati grazie alla ottimizzazione della rete risultano un grande risultato in periodi in cui i cambiamenti climatici, soprattutto in estate, penalizzano con la siccità molte colture tipiche del nostro territorio».
I lavori programmati dal Consorzio di bonifica riguarderanno: il canale Godezza Molinara (Poviglio, 6,642 chilometri di lunghezza, 480 ettari di superficie irrigata, 1.560.473 metri cubi di risparmio idrico, 4.201.835 euro di importo lavori); il canale di Sesso (Reggio Emilia, 4,084 km, 450 ettari, 1.163.786 metri cubi, 4.860.986 euro); il canale Santa Maria (Novellara-Cadelbosco Sopra, 2,35 km, 300 ettari, 618.615 metri cubi, 1.979.388,48 euro); il Fornacelle (Correggio, 9,993 chilometri, 200 ettari, 218.459 metri cubi, 3.347.329 euro) e il canale di Soliera Bassa (Carpi-Soliera, in provincia di Modena, 5,809 chilometri, 400 ettari, 632.757 metri cubi, 5.609.773 euro).
«E’ la conclusione di un iter lungo e complesso – commenta il presidente nazionale dei Consorzi di bonifica Anbi, Francesco Vincenzi – che testimonia la capacità progettuale dei Consorzi di bonifica, chiamati ora a realizzare un tassello importante e lungamente atteso a servizio del territorio e della sua economia».
Massimiliano Pederzoli, presidente Anbi dell’Emilia Romagna: «L’inserimento nella graduatoria delle priorità nazionali del Psrn dei quattro progetti dei nostri Consorzi di bonifica (per 67 milioni di euro su un totale di 283 milioni, pari al 24%) ha una duplice valenza: da una parte, mostra chiaramente la necessità di manutenzione costante e opere adeguate che ha il nostro territorio; dall’altra, la capacità di intervenire con una qualificata progettualità dei nostri tecnici. Un riconoscimento – conclude Massimiliano Pederzoli – che accogliamo con la responsabilità di chi vuole portare a termine il lavoro per rispondere alle esigenze dei cittadini, dei consorziati e delle imprese, con particolare riferimento a quelle agricole del comprensorio che serviamo». —
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