I poliziotti salvano dal suicidio un’ottantenne
La donna chiama disperata il 113, l’operatore e due agenti riescono a tranquillizzarla e a evitare il tragico gesto
REGGIO EMILIA
Quando i poliziotti sono riusciti a entrare nell’appartamento del quarto piano, dopo una paziente trattativa e opera di convincimento, hanno visto che l’anziana aveva già posizionato uno sgabello accanto alla finestra, pronta a buttarsi di sotto.
Il poliziotto che risponde al 113 e una pattuglia della Squadra Volanti della questura sono stati protagonisti di un salvataggio di una pensionata ottantenne. Il dramma personale, accaduto nel pomeriggio di domenica scorsa, si è concluso con un lieto fine e con l’aspirante suicida salvata dagli operatori di polizia: con tanto ascolto e usando solo le parole, l’hanno convinta a desistere dai suoi propositi.
È stata la stessa donna, una 80enne residente nel quartiere dello stadio Mirabello, nella prima periferia cittadina, a lanciare l’allarme, forse alla ricerca di qualcuno che spezzasse la sua solitudine: dopo aver chiamato il numero di emergenza 113, la pensionata ha raccontato all’operatore di trovarsi sola in casa e di aver predisposto quanto necessario per buttarsi dal balcone della propria abitazione, situata al quarto piano di una palazzina. Immediata l’allerta a tutto l’Ufficio prevenzione generale e soccorso della questura di Reggio. Mentre l’operatore che ha ricevuto la chiamata è riuscito – tramite il sistema della geolocalizzazione che traccia ogni richiesta di intervento – a stabilire il luogo esatto da dove proveniva la richiesta di aiuto, è stata mobilitata una pattuglia delle Volanti, che ha ricevuto l’ordine di recarsi immediatamente sul posto per un probabile tentativo di suicidio in atto.
L’operatore del 113 è riuscito a trattenere al telefono la pensionata, facendola parlare e instaurando un dialogo sui suoi problemi personali: un modo per guadagnare tempo, una attesa dell’arrivo degli agenti. Nel frattempo i due agenti della pattuglia si sono precipitati in quella via, si sono fatti aprire il portone del palazzo dagli altri condomini e hanno raggiunto il pianerottolo dell’appartamento dell’80enne, suonando il campanello: ma senza ricevere alcuna risposta.
Temendo l’imminenza dell’insano gesto, i poliziotti hanno cominciato a chiamare per nome la donna e a parlarle, rivolgendole delle domande, sperando così di tenerla mentalmente impegnata. La lunga opera di mediazione è durata circa un’ora.
Alla fine l’anziana si è convinta ad aprire la porta agli agenti, che l’hanno trovata in uno stato di grande agitazione e sono riusciti a calmarla, affidandola poi alle cure dei sanitari di un’ambulanza.
«Gli agenti sono riusciti ad impedire una tragedia. Mi complimento con loro, hanno fatto onore alla divisa che portano», è stato l’elogio pubblico proveniente dal questore Antonio Sbordone. «Bravi i miei uomini, così come è stato in gamba l’operatore del centralino, che è riuscito a dialogare con l’aspirante suicida al telefono per una ventina di minuti», ha fatto eco il dirigente della Squadra Volanti Carlo Maria Basile. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
