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Incidenti e ricerca di persone Il Saer è intervenuto 421 volte

Incidenti e ricerca di persone Il Saer è intervenuto 421 volte

Il bilancio dall’inizio dell’anno al 15 ottobre. Attività intensa soprattutto in estate Soccorsi per lo più escursionisti, fungaioli e appassionati di mountain-bike

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CASTELNOVO MONTI

Duecentotrentasette interventi nel periodo tra il primo giugno e il 15 ottobre – 421 dal primo gennaio – che hanno impegnato 1.517 operatori. Sono i numeri del Saer, Ssoccorso alpino e speleologico Emilia Romagna, per il quale questo è un periodo di bilanci, caratterizzato da un record per quello che riguarda gli interventi di soccorso estivi. Si tratta dell’attività portata avanti su tutto il territorio regionale dal Monte Alfeo, al confine tra piacentino e Piemonte, fino ai monti romagnolo che si affacciano sul Mare Adriatico. Numerosi dei quali compiuti sul nostro territorio, dove ogni giorno gli uomini della stazione Monte Cusna sono pronti a intervenire in luoghi impervi e nelle situazioni più disparate.

Le attività in ambiente impervio per cui sono stati attivati i soccorsi sono, nella maggior parte dei casi, l’escursionismo (40.3%) sia nella fascia pedemontana, che montana e di alta montagna, seguita dalla raccolta funghi (15.6%) e la mountain bike (11.8%), completate poi da altri ambiti come incidenti di auto e moto, alpinismo e arrampicata, speleologia, equitazione, caccia e pesca, torrentismo, parapendio e base jumping e lavoro forestale o agricolo.

Le cause delle chiamate sono da ricondurre nella maggior parte dei casi a cadute (34.1%) e scivolate (7.6%), mentre i malori hanno richiesto l’attivazione del Saer nel 6.2% dei casi.

La perdita di orientamento ha invece riguardato il 21.3% degli interventi, e a seguire tutte le altre tipologie di incidente. Spesso gli interventi di ricerca dispersi includono una componente sanitaria. Da segnalare infine che nel periodo estivo-autunnale vi sono stati quattro interventi per punture d’insetto in ambiente montano impervio.

I soccorsi riguardano nella maggior parte dei casi persone di sesso maschile, 71.1% , contro il 28.9% di donne, mentre quasi una persona soccorsa su cinque è nella fascia d’età compresa tra i 50 e 60 anni (18.5%).

Nella conduzione degli interventi, fondamentale è stata l’immediata attivazione delle squadre territoriali delle sette stazioni regionali, che in 130 casi, nel periodo preso in considerazione, sono state supportate da elicotteri, eliambulanze del 118 o velivoli di corpi militari o civili, che non solo hanno garantito una rapida stabilizzazione e ospedalizzazione dei pazienti, ma anche trasportato in tempi rapidi squadre di ricerca in quota o compiuto sorvoli di perlustrazione nella ricerca di dispersi.

«Ringrazio tutti i nostri tecnici per la grande risposta che il nostro servizio regionale ha saputo fornire in una stagione particolarmente impegnativa come quella estiva e del primo autunno – ha dichiarato il presidente Danilo Righi, commentando i dati –. Il Saer è stato chiamato ad un intenso lavoro, al quale ha risposto in modo puntuale e professionale, grazie anche al continuo addestramento garantito dalla nostra scuola regionale tecnici».

L’attività del Saer non conosce pause nemmeno nella formazione: sono continue le esercitazioni – sia tecniche che sanitarie – cui periodicamente gli operatori sono chiamati a partecipare per mantenere standard operativi di primo livello. —

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