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Solidarietà di Non Una di Meno «Un grave atto intimidatorio»

Il movimento femminista in difesa della referente  di Città Migrante  «Bisogna perseguire gli stupratori del web»

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REGGIO EMILIA

«Siamo con te Federica, #Wetoogether, e chiediamo con forza che anche gli stupratori del web vengano perseguiti». È il messaggio di solidarietà dell’associazione Non Una Di Meno alla referente di Città Migrante, Federica Zambelli, alla quale è stato indirizzato un violento commento apparso e rimosso sotto un video pubblicato sul canale Youtube della Gazzetta.

«Siamo profondamente indignate per il gravissimo atto intimidatorio, sessista e machista, che ha colpito la nostra compagna Federica: una minaccia vile e di inaudita violenza sull’imponente manifestazione antirazzista di sabato a cui Non Una Di Meno ha preso parte con tutta la carica antirazzista e antisessista che è nel dna del movimento e ha da sempre caratterizzato il suo agire politico».

Dal movimento esprimono «indignazione ma anche grande preoccupazione per il moltiplicarsi dei casi di stupratori del web, favoriti dal clima di odio razzista e sessista che autorevoli esponenti del governo nazionale e rappresentanti (anche locali) di formazioni politiche leghiste e fasciste contribuiscono a creare e fomentare».

Fra gli episodi su cui da Non Una di Meno accendono i riflettori, anche una vicenda che «risale a qualche mese fa, a ridosso dell’8 marzo», che secondo il movimento ha visto «l’istigazione di Gianluca Vinci, esponente della Lega locale e oggi seduto su uno scranno del Parlamento, alle ingiurie sessiste postate su Facebook proprio a commento delle immagini di un corteo a favore dell’accoglienza delle e dei migranti». Di qui il rinnovo della solidarietà all’esponente di Città Migrante: «Con Federica, Città Migrante e tutte le soggettività che si stanno battendo per una città accogliente, solidale e femminista, contro la disumanizzazione incombente, abbiamo condiviso lotte e prese di posizione e continueremo a lottare fianco a fianco, senza curarci delle minacce esplicite e implicite che non cessano di pervenire ai nostri “indirizzi” privati e pubblici – concludono dall’associazione – Non è un caso che si continui a colpire donne e migranti, soggetti che simbolicamente rappresentano una insopportabile minaccia all’ordine patriarcale e a un modello di società che sta pericolosamente scivolando verso un’inarrestabile deriva sessista e razzista». —

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