«Bloccare il traffico? Misura tampone ma ha una sua logica»
Il dottor Nicola Facciolongo, primario di Pneumologia «Fumare quadruplica i danni derivanti dalle polveri sottili»
REGGIO EMILIA
«Le mascherine contro le polveri sottili sono poco utili. Servirebbero maschere antibatteriche che sono difficili da utilizzare e da trovare. Ciò non toglie che la correlazione tra inquinamento atmosferico e insorgenza di tumori esista. Come certificato dall’ultimo report dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) secondo cui circa un milione di morti è legato all’inquinamento globale». Il direttore del reparto di Pneumologia del Santa Maria Nuova, Nicola Facciolongo, è tra coloro che sono quotidianamente in prima linea per fronteggiare gli effetti della qualità dell’aria sulla nostra salute e nel rispondere alla domanda se servano le mascherine per difenderci dalle polveri sottili presenti nell’aria sottolinea un dato che ritiene fondamentale: «Tra inquinamento e fumo e malattie respiratorie e cardiovascolari esiste un rapporto di causa effetto. Se alle polveri sottili sommiamo gli effetti dannosi del fumo di sigaretta, il rischio di ammalarsi non raddoppia, ma triplica e in qualche caso diventa quattro volte maggiore. Per questo spero sempre di convincere qualche fumatore a smettere. Se ci riesco mi viene di pensare di avere fatto il mio lavoro». «I tumori al polmone in pochi anni sono passati dalla settima alla terza causa di morte» chiosa il dottor Facciolongo, per ribadire che «se per intervenire sull’inquinamento ambientale necessitano decisioni a livello politico, fumare è invece una scelta libera, ma ricordiamoci che il tumore al polmone è quello che ha una maggior mortalità».
Nonostante i passi avanti fatti segnare dalla medicina in questi anni. «Negli ultimi anni – rimarca il primario di Pneumologia – l’incidenza dei tumori polmonari è rimasta più o meno stabile con un aumento del tabagismo nelle donne e un calo negli uomini». Un quadro da cui emerge come ogni misura per contrastare l’inquinamento abbia una propria importanza, nel breve o nel lungo periodo. Compresa quella di vietare la circolazione dei diesel Euro 4. «Sono operazioni che hanno una loro utilità nell’immediato e che tendono ad abbattere la quota di polveri sottili nell’aria. Però le auto non sono l’unica causa delle Pm. I dati condivisi dicono che se il 50% è prodotto dalle auto, il 27% deriva dagli impianti di riscaldamento domestico e la restante parte dell’industria. È chiaro che misure per regolare il traffico possono avere ricadute positive immediate e sono più semplici da assumere, ma anche il legislatore sa che non è la soluzione definitiva. Si tratta di un provvedimento tampone, con una sua logica». Anche perché le polveri sottili arrivano fino al sangue. “Sono quelle – spiega Facciolongo – che non vengono bloccate da filtri naturali del naso, della gola e arrivano agli alveoli polmonari e danno origine a infiammazioni croniche e a enfisemi e quando vanno a finire nel sangue determinano malattie cardiovascolari». I consigli per difenderci dalle polveri conclude il primario di Pneumologia «sono quelli di buon senso, oltre a non fumare, evitare di uscire nelle ore di punta del traffico, non praticare attività fisica vicino a vie trafficate, arieggiare gli ambienti e stare attenti ai bambini e alle persone anziane con malattie croniche». Mentre rispetto alla cura di tumori delle vie respiratorie, il dottor Facciolongo apre qualche spiraglio. «Sono state individuate terapie innovative e alcuni farmaci biologici più sopportabili della chemioterapia tradizionale che hanno aumentato la sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti. Così come oggi gli esami sono in grado di effettuare diagnosi più precise e precoci. La fascia di età delle persone colpite da tumore va dai 40 anni in su soprattutto nei fumatori. Poi c’è una quota rilevante nella fascia 50-70 anni in cui è maggiore l’insorgenza del cancro se al fumo si aggiungono esposizioni dovute ad attività professionale e ambiente». —
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