Gessi stoccati, Rigon all’attacco «Il sindaco Terzi si dimetta»
La consigliera comunale a Reggio: «Ciò che non ha fatto è una grave omissione» Il primo cittadino: «Sono stato il primo ad agire. Qui si cerca solo visibilità»
FABBRICO
La vicenda dei gessi di defecazione contaminati sparsi nei terreni agricoli agita il mondo politico ed è arrivata in Parlamento con un’interrogazione dei deputati Benedetta Fiorini e Galeazzo Bignami. Roberta Rigon, consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Reggio Emilia, ieri da un lato ha apprezzato l’azione del sindaco di Boretto, che ha allertato Ausl ed Arpae, oltre che denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio l’odore nauseabondo percepito dai suoi abitanti, mentre dall’altro ha attaccato Maurizio Terzi, sindaco di Fabbrico, accusandolo di «immobilismo nella vicenda dei gessi della ditta Valli di Lonato (Brescia)», e ne ha chiesto le dimissioni.
l’invettiva
«Massimo Gazza, sindaco di Boretto chiama Arpae e Ausl a verificare se la tanto fastidiosa puzza sprigionata dai fanghi distribuiti sui campi, non sia anche inquinante e dannosa per la salute delle persone e degli animali – scrive la Rigon –. Ma il sindaco di Fabbrico ha fatto tutto il necessario per la tutela della salute dei sui cittadini? Perché ordinare di bonificare i terreni nei quali i gessi inquinati erano stoccati sembra del tutto insufficiente. Cosa sta facendo il sindaco Terzi? Su quali tavoli sta battendo i pugni? Perché non ha preteso l’intervento di Arpae e Ausl? Perché non è andato ogni giorno in tribunale a pretendere tempi certi per i suoi cittadini? Ha allertato i sindaci dei Comuni vicini? Perché se il problema riguarda Fabbrico e Boretto è facilmente prevedibile riguardi anche altri Comuni. Il naso ce l’abbiamo tutti. Mi chiedo perché un sindaco del Pd non abbia chiesto, fin da subito, alla Regione, governata dal Pd, e al governo in carica fino a maggio di quest’anno, sempre Pd, di intervenire per controllare questi fanghi e il business che ci sta dietro e legiferare a tutela dei cittadini. Oppure lo ha fatto ma nessuno se n’è occupato? In questo caso, il “non fatto” è una grave omissione che mette a rischio la salute dei cittadini e che dovrebbe portare alle immediate dimissioni del sindaco Terzi, almeno adesso che non può più far finta di niente. Sperando, poi, che il tempo perso non porti con se altre gravi ripercussioni».
LA REPLICA
La replica del sindaco Maurizio Terzi non si è fatta attendere: «La vicenda dei gessi sul territorio di Fabbrico è nota da tempo. Dispiace che alcuni si interessino di un problema così importante solo dopo più di un anno e dopo un servizio televisivo trasmesso sulle reti nazionali. Per i meno attenti, come risulta essere Roberta Rigon, ricordo che i sindaci di Fabbrico e Rio Saliceto e del distretto sono stati i primi a chiedere e ad agire: hanno mandato i controlli durante i trasporti e hanno preso a cuore “agendo“ sulla situazione. Le prime indagini risalgono a luglio 2017 da parte dei carabinieri della forestale e durante l’estate 2017 si sono svolti diversi incontri in municipio per affrontare in modo condiviso le problematiche. Per questo mi viene da dire: ma queste persone dove si trovavano?» .
«Su “Fabbrico Notizie” del mese di ottobre 2017 – prosegue il sindaco – vennero messi in evidenza i problemi e il sequestro avvenuto dei materiali accatastati; forse Roberta Rigon non ha letto l’articolo, e interviene solo ora per avere visibilità. La collaborazione stretta tra i tecnici di Arpa e i carabinieri della forestale sono stati impegnativi e hanno generato tutele, hanno portato ai sequestri, prima degli immobili poi al sequestro dei materiali». —
M.P.
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