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«Il progetto di piazza Roversi non tiene conto dei disabili»

LUCIANO SALSI

Presentata al sindaco una relazione tecnica sull’accessibilità A stilarla l’architetto Roberto Rizzo del Comune di Bologna

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reggio emilia

Nell’accesa diatriba sul riassetto urbanistico della cosiddetta passeggiata estense si apre un nuovo fronte, quello dell’accessibilità ai disabili. Secondo Roberto Rizzo, architetto bolognese consulente del comune di Bologna per il problema delle barriere architettoniche, il progetto di riqualificazione di piazza Roversi prescinde completamente dalla necessità di assicurare un passaggio agevole e sicuro a chi ha difficoltà motorie o si muove in carrozzina e ai non vedenti.

la relazione al sindaco

Anzi, la sua realizzazione secondo i rendering resi noti peggiorerebbe la situazione attuale. L’associazione Reggio città aperta e i sottoscrittori della petizione popolare “Piazza del Cristo da salvare” l’hanno invitato a illustrare le sue obiezioni e proposte con una dettagliata relazione tecnica, che è stata presentata ieri al sindaco insieme alla petizione sottoscritta da più di mille cittadini.

Rizzo non mette in discussione il progetto sotto il profilo urbanistico, estetico o dell’arredo vegetale. Entrando nel merito delle questioni di sua competenza critica anzitutto «l’adozione del piano inclinato come elemento caratterizzante la trasformazione di questo spazio urbano». Infatti nella restituzione visiva del progetto i marciapiedi e lo spartitraffico centrale si mostrano con un profilo esterno rialzato di almeno trenta centimetri e una superficie che digrada verso l’interno sia in senso trasversale che longitudinale.

inclinazioni

La legge tollera una pendenza non superiore all’8%, ma – osserva Rizzo – «nella creazione di una piazza si è sempre cercato di realizzarla su un piano orizzontale. Lo spazio che si sviluppa su un piano inclinato comporta non poche difficoltà quando lo si deve percorrere trasversalmente alla linea di pendenza con protesi agli arti inferiori o muovendosi in carrozzina con uno sforzo fisico diversificato fra le due braccia nel momento della spinta».

Il problema scaturisce dal fatto che sono previsti per i pedoni soltanto percorsi longitudinali, lungo i lati maggiori della piazza, ed è eliminato l’attuale comodo passaggio pedonale che l’attraversa al centro. Il che, secondo l’architetto, può creare disagio non solo ai disabili ma anche agli anziani e alle mamme con la carrozzina. Rizzo suppone che la sopraelevazione del bordo esterno sia pensata come deterrente del “parcheggio selvaggio” che comporta l’invasione dei marciapiedi. Tuttavia i piani inclinati rimarrebbero aperti in senso longitudinale, trasformandosi in invitanti rampe d’accesso per gli automobilisti indisciplinati.

problemi di parcheggio

La relazione denuncia poi l’insufficienza dello spazio riservato al parcheggio dei disabili sul lato Sud della piazza, poiché si prevedono al suo fianco anche due posti per lo scarico delle merci destinate ai negozi che si trovano perlopiù in prossimità del lato opposto. Sarebbe meglio, secondo Rizzo, riservare questa area a due posti per la sosta dei disabili.

In quanto ai non vedenti, si giudica indispensabile l’inserimento dei percorsi Loges riconoscibili al contatto con il bastone. Anzi, viene suggerita la realizzazione del sistema Longes-Vet-Evolution, che, oltre alle indicazioni tattili, fornisce informazioni vocali tramite sensori applicati sotto alcune piastrelle che, grazie a un bastone elettronico, comunicano con gli smartphone dei non vedenti. –

LUCIANO SALSI

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