Messa in inglese per i nigeriani con padre Celestino
REGGIO EMILIALa prorompente esuberanza dell’anima religiosa africana, che esplode nei canti spiritual della tradizione evangelica, si manifesta anche nella composta e ordinata liturgia cattolica. Ne...
REGGIO EMILIA
La prorompente esuberanza dell’anima religiosa africana, che esplode nei canti spiritual della tradizione evangelica, si manifesta anche nella composta e ordinata liturgia cattolica. Ne danno prova le decine di nigeriani che partecipano ogni domenica alla messa officiata in lingua inglese nella chiesa di San Maurizio dal loro compatriota padre Celestino, il cappellano chiamato dalla diocesi di Modena per rafforzare il servizio pastorale nei confronti degli immigrati. La proposta di farlo venire anche nella nostra città l’aveva avanzata due anni fa il diacono reggiano Francesco Braghiroli. Il vescovo, accogliendola, ha incaricato il vicario urbano Giuseppe Dossetti di invitare i parroci a mettere a disposizione una chiesa. Fra quelle dichiarate disponibili è stata scelta la chiesa offerta da Pietro Adani, allora parroco dell'unità pastorale San Giovanni Paolo secondo, in considerazione del fatto che il territorio delle parrocchie di Ospizio, San Maurizio e Sant’Alberto ad essa attinenti coincide con la zona di Reggio Est caratterizzata da una forte immigrazione. L'esperienza ha avuto inizio nel febbraio 2017 nella chiesa di Sant’Alberto, la parrocchia di Braghiroli, e dallo scorso mese di settembre continua a San Maurizio con l'avallo dell'attuale parroco Matteo Bondavalli. La messa domenicale delle 10,30 in lingua inglese è aperta a chiunque, ma la seguono prevalentemente intere famiglie di nigeriani provenienti da tutta la città e anche dalla provincia, che ne traggono uno stimolo spirituale a una migliore integrazione. Peraltro gli africani cattolici immigrati a Reggio sono legati alle parrocchie del territorio in cui risiedono, dalle quali ricevono anche l'assistenza della Caritas. Un'altra messa in lingua inglese viene celebrata da tempo in città nella chiesa di San Lorenzo, in via della Canalina, per gli immigrati del Ghana, che è un paese in grande maggioranza cattolico, mentre in Nigeria prevalgono i cristiani protestanti e gli islamici. —
L.S.
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