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Reggio Emilia, installata l’antenna Wind della discordia

Ambra Prati
Reggio Emilia, installata l’antenna Wind della discordia

La rabbia dei cittadini di via Gran Sasso d’Italia: «Ignorate dal Comune le nostre 1.684 firme, la nostra mobilitazione non è servita a nulla»

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REGGIO EMILIA. «Abbiamo dato fiducia all’amministrazione comunale. Invece il Comune non ha tenuto fede alla parola data ai cittadini: è questo l’aspetto più grave».

Francesco Mariani è portavoce del Comitato No Antenna Wind di via Gran Sasso, al Buco del Signore, dove ieri i residenti si sono svegliati trovando all’improvviso sul prato la struttura contro la quale combattono da dieci mesi.

Si è trattato di un brusco risveglio per gli abitanti del quartiere, che il 18 dicembre 2017 avevano scoperto l’autorizzazione dell’antenna, a marzo si era mobilitati e a giugno avevano consegnato 1.684 firme per impedire di costruire “un palo di 33 metri al centro di un quartiere residenziale, attaccato a un centro diurno per anziani, con un’antenna puntata sulla scuola elementare King, a due passi dall’asilo Panda”.

Da allora i lavori si erano fermati al basamento. A luglio Mariani aveva inviato una lettera aperta alla compagnia di telefonia mobile, affinché non andasse avanti “come uno schiacciasassi”. Ieri, invece, i residenti hanno visto gli operai all’opera sul cantiere: in poche ore è stato montato il palo.

Caso chiuso, quindi? Non proprio. «Wind è andata avanti nonostante le dichiarazioni dell’assessore Mirko Tutino, che a giugno, d’accordo con il responsabile Wind per l’Area Nord-Est Tassan Mangina, aveva ottenuto la sospensione dei lavori finché non si sarebbe svolto un incontro pubblico con i residenti – spiega Mariani – L’incontro avrebbe dovuto svolgersi a settembre, ma l’hanno tirata per le lunghe. Wind è stata più veloce: evidentemente gli accordi tra giunta e Wind erano informali e non vincolanti. Ieri mattina ho risentito l’assessore e ha risposto di non saperne nulla: era stato avvisato che sarebbero tornati sul cantiere, ma si era raccomandato di non procedere in virtù del contatto con il responsabile».

E invece eccola spuntata, l’antenna della discordia. «Non me l’aspettavo – commenta Mariani – Intendiamoci: mi aspettavo che Wind sarebbe stata sorda. Però contavo in una riunione preventiva, per esporre le nostre proposte, magari non attuabili per motivi tecnici ma quantomeno ci saremmo sentiti presi in considerazione».

Invece «la nostra mobilitazione non è servita a nulla. Ricordo che la raccolta firme l’abbiamo indirizzata a Tutino e al sindaco Luca Vecchi: in tutti questi mesi non siamo mai riusciti ad arrivare al sindaco, ci piacerebbe che si esprimesse».

Per oggi l’assessore Tutino ha fissato un incontro d’urgenza con i residenti. «Pochi di noi potranno essere presenti e non è quanto promesso – conclude Mariani – Non si rifiuta perché abbiamo sempre cercato il dialogo, non ottenendo nulla. Ora dovremo cambiare strategia, non escludendo iniziative di natura legale».

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