Un convegno sul riutilizzo dei beni tolti alle mafie
REGGIO EMILIAIl problema del riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata è di difficile soluzione a causa soprattutto delle complesse e lunghe procedure giudiziarie. Basti dire che...
REGGIO EMILIA
Il problema del riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata è di difficile soluzione a causa soprattutto delle complesse e lunghe procedure giudiziarie. Basti dire che nella nostra provincia su 19 immobili sequestrati alla ’Ndrangheta solamente nove sono stati affidati per una futura gestione, ma nessuno viene ancora effettivamente riutilizzato. È una delle percentuali più basse dell’Emilia-Romagna, dove sono 119, in tutto, i beni assegnati a vario titolo.
Se ne parlerà nel seminario sul tema “Misure di prevenzione e di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie” (un primo incontro si è già svolto ieri) condotto il 25 ottobre dalla professoressa Stefania Pellegrini e dall’avvocato Stefania Di Buccio, rispettivamente direttrice e coordinatrice alla didattica del master universitario di secondo livello in “Gestione e riutilizzo dei beni e delle aziende confiscati alle mafie. Pio La Torre”, attivato nell’università di Bologna.
Il seminario è organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Centro interdipartimentale di ricerca Cirsfid che gestisce il master. La giornata si terrà nella sala conferenze dell’ex-Tribunale, il palazzo di via Emilia San Pietro intitolato a Renata Fonte, vittima della mafia. L’iniziativa è rivolta a dipendenti e amministratori di enti locali ed istituzioni, professionisti e rappresentanti del mondo associazionistico, cooperativo ed imprenditoriale, allo scopo di informarli e aggiornarli rispetto all’opportunità di ottenere la destinazione di beni immobili confiscati in regione e la loro rapida riassegnazione per fini pubblici e sociali. —
L. S.
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