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MONTECCHIO 

«Un tavolo di crisi per i problemi dei commercianti»

«Un tavolo di crisi per i problemi dei commercianti»

La proposta di Caldini dopo la lettera inviata al Comune  da 75 negozianti preoccupati per le sorti del centro stotrico

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MONTECCHIO

La protesta di 75 commercianti del centro storico per ora rimane senza risposte. A una dozzina di giorni di distanza, il Movimento 5 Stelle interviene per sollecitare una risposta da parte dei enti competenti. L’allarme è nato dopo la chiusura di 8 negozi del centro in 6 mesi. Serrande chiuse in via Reverberi, via Vittorio Veneto, piazza Cavour eccetera.

«Proponiamo al più presto un tavolo di risoluzione crisi con le forze politiche di minoranza, i rappresentanti dei 75 firmatari della lettera pubblica, le associazioni dei commercianti e l’amministrazione comunale», afferma Mauro Caldini, consigliere comunale M5S di Montecchio.

«Proviamo un profondo disagio al costante abbandono del centro storico – prosegue Mauro Caldini – anche da parte di attività presenti da parecchi anni. La situazione merita l’attento rilievo delle criticità e risposte concrete. Noi, come Movimento 5 Stelle, nel 2014 avevamo presentato un programma elettorale al riguardo, ma sappiamo poi com’è andata. L’idea di fondo è l’inversione dell’inerzia del modello di sviluppo commerciale del territorio montecchiese attraverso la valorizzazione del centro storico, patrimonio sociale e culturale unico».

Per il Movimento 5 Stelle montecchiese, «il centro storico non è solo piazza Repubblica, ma tutto l’anello che si riempie solo in occasione della fiera di San Simone. Occorre cioè un ripensamento del piano di sviluppo commerciale centrato sulle attività residenti e meno su quelle ambulanti. Perciò proponiamo al più presto l’insediamento di un tavolo di crisi per il centro storico con i rappresentanti dell’amministrazione, i consiglieri di minoranza, i firmatari della lettera e le associazioni dei commercianti».

«Dobbiamo ripensare la politica dello sviluppo del commercio per rivitalizzare il nostro centro storico – prosegue Mauro Caldini – a patto che si abbia il coraggio di scelte politiche lungimiranti su cui confrontarci e metterci la faccia, su temi decisivi e dirimenti (piano parcheggi, incentivi per nuove attività nel centro storico, no a nuovi supermercati alimentari, pedonalizzazione di piazza Repubblica con aperture di attività ristoranti, non solo bar come esempio concreto». —

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