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Acquista online una play station, ma è una truffa

Acquista online una play station, ma è una truffa

Luzzara, vittima del raggiro uno studente di 18 anni la cui denuncia però permette di identificare i due 27enni che si sono intascati 290 euro senza corrispondere la merce

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LUZZARA. L’inserzionista curava la pubblicazione degli annunci esca su noti siti internet di annunci portando avanti via WhatsApp la trattativa mentre l’amico “cassiere”, intestatario del conto dove finivano i soldi, incassava il danaro delle “vendite fantasma” di consolle play station. 
 
In questo modo il duetto di filibustieri dalla provincia di Crotone hanno raggirato anche un reggiano, uno studente di 18 anni, che ha risposto a un annuncio concernente la vendita di una play station, che ha pagato 290 euro senza vedersi consegnare la consolle. I due furbastri truffatori, incassato il danaro, hanno bidonato l'acquirente, non consegnando quanto acquistato e sparendo nel nulla. 
 
Per questo i carabinieri della stazione di Luzzara, a cui lo studente 18enne reggiano ha sporto denuncia, a conclusione di mirate indagini telematiche, hanno denunciato per concorso in truffa due crotonesi 27enni. 
Uno è risultato l’autore dell’inserzione e colui che ha portato avanti la trattativa l’altro intestatario del conto dove sono finiti i soldi. Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata dal 18enne reggiano che aveva acquistato su un noto sito internet di annunci una play station. 
 
Dopo aver intavolato via whatsApp la trattativa aveva concluso l’acquisto della console per un importo di 290 euro che ha versato, secondo quanto pattuito, sul conto indicatogli dal venditore. 
All’accredito dell’importo non è però corrisposta la consegna della playstation in quanto il venditore è sparito nel nulla bidonando il malcapitato reggiano. 
 
Il ragazzo si è quindi presentato ai carabinieri di Luzzara formalizzando la denuncia per truffa. Dopo una serie di riscontri tra l’account di posta elettronica, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio trappola, l’utenza telefonica dove veniva intavolata la trattativa e il conto dove erano stati versati i soldi, i carabinieri hanno concentrato le attenzioni investigative sugli odierni indagati nei cui confronti sono state raccolte prove schiaccianti di colpevolezza. 

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