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Il Laboratorio aperto urbano si presenta alla città

Luciano Salsi
Il Laboratorio aperto urbano si presenta alla città

Reggio Emilia, fervono i lavori ai Chiostri di San Pietro dove a febbraio sarà inaugurato l’innovativo complesso architettonico 

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REGGIO EMILIA. Vi si entra con il caschetto per proteggersi dagli imprevisti di un cantiere non ancora concluso, ma la struttura del Laboratorio aperto urbano è in piedi e la si può ammirare immaginandola rifinita e tinteggiata quando sarà inaugurata, probabilmente in febbraio, insieme all’attiguo chiostro grande di San Pietro in via di ristrutturazione. Il sindaco Luca Vecchi e l’architetto Massimo Magnani, dirigente del Comune, non nascondono l’orgoglio e la soddisfazione nel condurre una visita guidata al complesso architettonico, la cui gestione dovrebbe essere affidata ai consorzi di cooperative sociali Oscar Romero e Quarantacinque, che hanno manifestato interesse all'affidamento.

LA COSTRUZIONE

Il laboratorio, a cui si accede da viale Monte San Michele in attesa che sia praticabile l'ingresso principale di via Emilia San Pietro, misura circa mille metri quadri e si compone di due corpi distinti e comunicanti. Il principale, di circa settecento metri, è la nuova costruzione, molto lunga e alta una decina di metri, sorta al posto dei bassi servizi demoliti sul lato Nord del cortile interno, su cui saranno piantati dei platani. Si sviluppa tutta sul piano terra e su uno stretto ballatoio, aprendosi verso mezzogiorno con una superficie interamente vetrata. Al suo interno si succedono gli spazi della caffetteria e dei laboratori, l’ultimo dei quali utilizzabile anche come sala riunioni.

Sul lato Est del cortile sta per essere completata la ristrutturazione del bell'edificio delle Scuderie, di circa trecento metri quadri su due piani, di cui sono state conservate le colonne, le travature a vista e un pavimento. Anch’esso sarà occupato dai laboratori, che saranno sede di attività culturali e formative per promuovere il confronto fra culture diverse e l'innovazione sociale.

È previsto che chi vincerà il bando di gara avrà la gestione del Laboratorio aperto urbano, ma si dovrà occupare anche della guardania dei chiostri di San Pietro, che il Comune intende tenere aperti tutti i giorni per le visite, oltre a continuare ad utilizzarli direttamente per eventi e manifestazioni come Fotografia europea. Lo splendido cortile del chiostro grande sarà pavimentato con calcestre, il conglomerato di ghiaino e terra usato per i vialetti, allo scopo di garantirne un impiego versatile e aprirlo a una distesa di tavolini.

IL FINANZIAMENTO

L'intervento è stato finanziato con il Fondo europeo di sviluppo regionale. La Regione Emilia-Romagna, quindi, ha potuto stanziare tre milioni di euro, a cui si aggiungono i 750mila erogati dal Comune. La somma totale (tre milioni e 750mila) è suddivisa fra i due milioni e 200mila destinati alle operazioni di riqualificazione e restauro, il milione e 250mila euro necessari per la realizzazione del Laboratorio aperto e i 300mila che si spenderanno nei prossimi anni per la promozione dell'attività e delle iniziative. —


 

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