Slot, vlt, lotterie e Gratta e vinci si sono mangiati 135 milioni di euro
Reggiolo capitale del Bingo. Nella nostra città sono seguite in comunità circa 40 giocatori
REGGIO EMILIA . Il gioco d’azzardo è un fenomeno sociale che per anni non ha toccato la sensibilità dell’opinione pubblica, spinta piuttosto a contrastare l’abuso di alcol o di droghe. Proprio per questo è fondamentale capire come rendersi conto se si sta o meno sviluppando una dipendenza e come eventualmente liberarsene. È proprio questa una delle attività in cui è impegnato Matteo Iori, presidente della “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII SCS Onlus” e del Coordinamento Nazionale Gruppi Giocatori d’Azzardo (Conagga).
SLOT OVUNQUE . Innanzitutto dal rapporto dei Monopoli 2017 emerge che i 179 milioni o persi nella provincia di Reggio sono stati distribuiti in diverse tipologie di gioco. Le slot sembrano i giochi che attraggono più reggiani, tanto da registrare una perdita definitiva di circa 78,3 milioni, contro i 36,9 milioni delle vlt. Questo è dovuto anche al fatto che il numero di slot in Italia è pressapoco 7 volte più altro rispetto alle videolottery: 400mila slot contro 54mila videolottery; ciò però significa che questi ultimi apparecchi, più moderni, hanno fatto perdere mediamente molto di più di ogni singola slot. Sempre le vlt sono considerate il mezzo più a rischio riciclaggio.
GRATTA E VINCI . I “gratta e vinci” e le lotterie tradizionali hanno registrato oltre 20 milioni persi, seguiti dal gioco del Lotto con quasi 17,5 milioni di euro e dalle scommesse sportive, 9,8 milioni in aumento. In particolar modo se si tiene conto dei comuni reggiani più avvezzi al gioco si può notare in che modo sono state giocate le somme. In ogni territorio le slot e le videolottery sono le più utilizzate, mentre a contendersi il secondo e il terzo posto sono i giochi di abilità, lotterie e lotto, fatta eccezione per il Comune di Reggiolo, dove il bingo ha fatto registrare 6,6 milioni di euro spesi.
LE DIPENDENZE . Per capire se si ha effettivamente una dipendenza gli esperti consigliano di sottoporsi a un questionario composto da poche ma efficaci domande tra cui la più temuta. A cominciate da una: quante volte al giorno pensi al gioco? In base al numero di risposte affermative per tipologia di domanda si misura il livello di problematicità in relazione al fenomeno. E si scopre in maniera istantanea se un giocatore risulta patologico. In questo caso si consiglia un percorso di terapia composto principalmente di colloqui di gruppo.
comunità . Nella nostra città sono tutt’ora seguite in comunità circa 40 persone suddivise in 4 gruppi di 10 in modo da rendere più rapida ed efficace la guarigione dalla dipendenza. Spesso però chi è affetto da questa patologia svolge un lavoro giornaliero e ha a carico una famiglia, rendendo così il ricovero in comunità più difficoltoso. A fronte di ciò sarà presto istituito un centro serale a Puianello per permettere anche a queste persone di superare la dipendenza che in questi casi risulta essere meno grave rispetto a quella sviluppata da coloro che sono in comunità. —
NICOLE NASI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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