Gazzetta di Reggio

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IL CASO  

Tutino: «Non si poteva fermare l’installazione dell’antenna»

AM.P.

L’assessore alle Infrastrutture del Comune di Reggio risponde  ai cittadini di via Gran Sasso dopo le critiche del comitato «Abbiamo le mani legate»

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REGGIO EMILIA

«È normale che i cittadini coinvolti abbiano puntato il dito contro l’unico ente che li incontra e che ci mette la faccia. Procedure blindate: la legge italiana rende di fatto impossibile opporsi a un intervento considerato di pubblica utilità». Così l’assessore a Infrastrutture del territorio e Beni comuni Mirko Tutino replica al Comitato No Antenna Wind di via Gran Sasso, che – davanti al palo di 32 metri eretto all’improvviso, nonostante la raccolta di 1.684 firme e le rassicurazioni della giunta su un incontro pubblico precedente all’installazione – sono insorti gridando al tradimento. Il portavoce Francesco Mariani, dopo mesi di lotta contro l’antenna (a due passi da un centro diurno, la scuola elementare King e l’asilo Panda) non ha escluso «iniziative di natura legale».

MANI LEGATE

«Bisogna ribadire che gli unici limiti possibili per questi impianti sono legati a una simulazione preventiva dei campi elettromagnetici e a eventuali vincoli paesaggistici (che in città, di fatto, esistono solo sul centro storico). Sono progetti blindati rispetto alle possibili opposizioni di cittadini o enti locali. In Italia tutti i Comuni che hanno cercato di non autorizzare queste antenne hanno perso di fronte a qualsiasi ricorso e talvolta sono stati costretti a riconoscere i danni alle compagnie telefoniche», è la premessa dell’assessore, che ripercorre i passaggi.

«Nel corso del 2015 Wind ha depositato il progetto dell’antenna in via Gran Sasso d’Italia. Nell’autunno 2015 lo illustrammo in un’assemblea pubblica alla quale parteciparono alcune decine di persone. L’iter è proseguito, ottenendo da Arpae il via libera definitivo». Il Comune di Reggio ha chiesto «di poter esaminare con maggiore precisione i progetti presentati. Ciò che siamo riusciti a fare è stato solamente un rallentamento della procedura. Wind, all’inizio dell’estate, ha concordato informalmente con il sottoscritto una pausa del cantiere: ma ha deciso unilateralmente di procedere». Gli accordi informali, prosegue, «non fanno legge e non potevano fermare la squadra che ha avuto un preciso mandato della compagnia telefonica. Appena siamo stati informati dell’arrivo della gru, abbiamo cercato di far desistere l’azienda e Wind ci ha concesso l’incontro, richiesto da settimane. Così la riunione con una delegazione di cittadini e Wind è avvenuta a fatto compiuto».

MANDATO AD ARPAE

Ieri mattina il Comune ha attivato Arpae, «affinché programmi da subito una campagna di monitoraggio (per il primo anno di attivazione) che verifichi il rispetto dei limiti previsti dalla normativa. Non sono dati altri spazi. Daremo una puntuale informazione di tutto quanto è avvenuto». —

AM.P.

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