«Va riaperto il punto nascite no a tagli e privatizzazioni»
Il Sindacato generale di base «Siamo stupiti per l’inversione di tendenza del Pd, che però non ha fatto nulla per impedire la chiusura al Sant’Anna»
CASTELNOVO MONTI
«Apprendiamo con certo stupore di una improvvisa inversione di tendenza da parte del Pd, partito di maggioranza del consiglio regionale, in ordine alla questione del punto nascite di Castelnovo Monti chiuso definitivamente, con delibera della Regione Emilia Romagna, nell’estate 2017 – afferma la federazione provinciale Sgb (Sindacato generale di base) –. Il coordinamento appenninico del Pd interviene con una nota pubblicata dalla Gazzetta di Reggio con cui si dichiara particolarmente attento per le dichiarazioni delle forze di governo che si sono espresse per la riapertura del punto nascite montano, condannato alla chiusura in base all’accordo Stato Regioni del 2010 siglato da Lega e Forza Italia. Ma se è vero che l’accordo Stato Regioni del 2010 ha stabilito imprescindibili standard di sicurezza garantiti solo in strutture con attività superiori a 500 parti annui, è anche vero che nulla hanno mosso la Regione Emilia Romagna e il Pd in merito alla richiesta in deroga alla chiusura dei punti nascita con volumi di attività inferiori a 500 parti annui, tra i quali anche quello del Sant’Anna di Castelnovo Monti. Anzi, si è spesso assistito a un rimpallo di responsabilità tra politica, amministrazione regionale, aziende Usl e comitato percorso nascita regionale che ha solo alimentato una chiara presa in giro dei cittadini della comunità montana».
« La verità – prosegue il Sgb – è che la chiusura del punto nascite montano è figlia di una precisa politica di tagli alla sanità che i governi di ogni colore, compreso quello attuale giallo-verde, hanno portato e stanno portando avanti secondo una logica di smantellamento del pubblico in favore delle privatizzazioni. Proprio nello scorso mese di luglio un emendamento a firma Pd, e votato anche da Lega e Forza Italia, ha permesso alla giunta regionale dell’Emilia Romagna di poter elargire finanziamenti statali e regionali anche alle strutture private che possono così accedere alle risorse stanziate per gli Irccs. Non di meno, l’Ausl di Reggio Emilia ha di recente avviato il passaggio alle strutture private accreditate di taluni punti prelievi periferici. Per ora solo quelli di Bagnolo, Sant’Ilario e Cavriago ma, in futuro, il passaggio potrebbe coinvolgere anche i punti prelievi di altri distretti».
«Di contro, la sanità pubblica deve fare i conti con una inaccettabile carenza di risorse e un palese disinteresse della governance verso tutte le lavoratrici e i lavoratori del servizio sanitario nazionale, umiliati da turni massacranti, precarizzazione, assenza del turnover, demansionamento e contratti bidone. La salute non è una merce su cui speculare e trarre profitto. Il servizio sanitario deve essere pubblico, efficiente e universalistico e deve garantire a tutte/i l’accesso ai servizi, alle prestazioni e alle cure. Sciopero generale nazionale di 24 ore venerdì 26 ottobre, manifestazioni a Torino e Taranto». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google