Gazzetta di Reggio

Reggio

operazione dei carabinieri 

Agli arresti domiciliari organizza un party a base di marijuana

Nuovi guai per un 29enne nigeriano, ora condotto alla Pulce Violato il divieto di frequentare estranei al nucleo familiare

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Era ai domiciliari per estorsione, sfruttamento della prostituzione e rapina. E su di lui il giudice aveva disposto il divieto di frequentare persone estranee al nucleo familiare. Ma durante un controllo dei carabinieri è stato trovato in compagnia di tre connazionali, estranei alla famiglia, mentre fumavano marijuana in quello che è apparso come un vero festino a base di droga. Un droga-party costato caro a Lawrence Oduware, un 28ennne origine nigeriana domiciliato in città. I carabinieri hanno segnalato l’episodio all’Autorità giudiziaria che gli aveva concesso il beneficio dei domiciliari a Reggio. E il Tribunale di Lecce, che il primo marzo scorso gli aveva concesso la misura, accogliendo le richieste della Procura salentina gli ha quindi revocato il beneficio disponendo la custodia cautelare in carcere, dove il 29enne è stato condotto dai carabinieri di Reggio Santa Croce.

I RITI VOODOO

L’uomo si trovava ai domiciliari per una brutta storia fatta di riti voodoo e minacce ai familiari ai danni di una giovane connazionale, costretta a prostituirsi in piazzale Rudiae, a Lecce. Per questo motivo, nell’agosto 2016, Oduware era stato arrestato in flagranza di reato, insieme ad altri due nigeriani. All’arrivo dei carabinieri, i tre stavano picchiando la ragazza. La giovane ha poi raccontato di essere stata contattata telefonicamente nel suo villaggio, in Nigeria, da una dei tre aggressori che, conoscendo le sue condizioni economiche precarie, le aveva promesso che in Italia le avrebbe procurato un lavoro da parrucchiera. Ma, dopo essere arrivata clandestinamente a Lampedusa e poi a Lecce, finita nella casa della sua sfruttatrice, la ragazza nigeriana era stata costretta a prostituirsi e a consegnare i proventi ai suoi aguzzini. Il suo obiettivo era raggiungere 25mila euro utili per il suo riscatto e per la restituzione del permesso di soggiorno che la sfruttatrice aveva curato di farle avere. A garanzia dell’impegno di restituire la somma, la ragazza era stata sottoposta a un rito voodoo che avrebbe comportato la sua morte in caso di insolvenza.

L’INCHIESTA

Nel processo in abbreviato, i tre aguzzini sono stati condannati. Fra questi anche Oduware, che dopo oltre un anno e mezzo di carcere aveva ottenuto i domiciliari a Reggio, ospite di un connazionale. Una misura che gli era stata concessa con il divieto di frequentare persone estranee al nucleo familiare. Il 29enne aveva violato il divieto già a luglio, quando i carabinieri lo avevano sorpreso in compagnia di estranei. Ora la nuova violazione, non solo ospitando tre connazionali ma consentendo anche un festino a base di marijuana, interrotto solo dall’arrivo dei carabinieri. Per questo motivo il 29enne è finito nel carcere della Pulce, dove è stato condotto dai carabinieri di via Adua che hanno dato esecuzione al provvedimento di revoca emessa a suo carico dal tribunale di Lecce. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google