Chiesa del Cristo Si alza il sipario sulla facciata dopo i restauri
Smontati i ponteggi e alla vigilia dello svelamento ieri sera sono andati in scena i giochi di luce musicali
REGGIO EMILIA
Ieri sera i giochi di luce in musica e oggi, a mezzogiorno, l’inaugurazione dei lavori di restauro della facciata. Protagonisti la Chiesa del Cristo e Paolo Bedogni, progettista e direttore dei lavori. Come ha sottolineato l’architetto Bedogni presentando l’evento, la Chiesa del Cristo è uno dei 33 edifici storici vincitori del bando per la riqualificazione delle facciate promosso dal Comune di Reggio Emilia.
Le quinte
Le facciate dei palazzi – spiega Bedogni – rappresentano le quinte teatrali della scena urbana nella quale i cittadini sono primi attori. Partire dal restauro della facciate dei palazzi è un primo passo per rendere più accogliente la città e per favorire la rigenerazione del centro storico e la mobilità dolce, ri-mettendo l’uomo al centro. La facciata della Chiesa del Cristo si inquadra all’interno di una visione urbana che coinvolge tutte le direttrici visive che caratterizzano piazza Roversi.
Percorso Ducale
Facendo riferimento al percorso Ducale, il restauro della facciata della chiesa del Cristo, diventa parte integrante di questa progettualità di valorizzazione urbana di tale percorso estense, riqualificazione identitaria e di valorizzazione della piazza. Dalla tavola storica del Camuncoli – apprendiamo da Bedogni – si riscontra che la configurazione della piazza è già presente nel 1590. Nel 1763 con la costruzione della chiesa del Cristo, seguendo gli stilemi borrominiani della visione d’angolo, la piazza assume una trasformazione: da spazio definito da insediamenti residenziali quattro - cinquecenteschi si caratterizza a “Piazza della Chiesa” assumendo così una connotazione “simbolico religiosa”.L’architettura della facciata della chiesa detta “del Cristo” prende spunto da quella della chiesa mendicante di S. Agostino, opera di Alfonso Torreggiani.
L’orientamento
È interessante notare, anche perché salta immediatamente gli occhi se osserviamo la Chiesa del Cristo, la scelta dell’architetto Giovan Battista Cattani di orientare l’asse della chiesa apparentemente in modo “dissonante”. In questo modo – ci spiega Bedogni – dimostra di conoscere il San Carlino a Roma e avendo istruito la “gara” per assegnare l’incarico al Torreggiani per la facciata di Sant’ Agostino, Cattani ha voluto, come in essa, far emergere la facciata in una visione non scontata. La composizione è geniale, tra pianta orientata con asse inclinato e la facciata concava - convessa. D’altra parte la facciata propone un raffinato impatto visivo in una piacevole e mutevole sensazione prospettica di effetti scenografici; l'alternanza concavo-convesso, di ricordo borrominiano, e gli sfondati creati dalle imponenti colonne d'ordine composto fanno percepire il nuovo valore spaziale dell'espressione barocca. —
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