Coopsette, per il grattacielo richieste sei condanne
Accuse di falso, abuso d’ufficio e corruzione: processo ormai agli sgoccioli Coinvolti anche ex referenti della coop che gestivano il maxi appalto pubblico
REGGIO EMILIA
Sei richieste di condanna. È la sintesi della requisitoria del pubblico ministero di Torino Francesco Pelosi nel processo per la «variante migliorativa» da 50 milioni di euro dei lavori al grattacielo della Regione Piemonte progettato dall’archistar Massimiliano Fuksas, opera assegnata alla cooperativa reggiana Coopsette di Castelnovo Sotto, finita poi in liquidazione coatta amministrativa.
Le richieste di pena vanno dai due anni e quattro mesi ai tre anni e quattro mesi. Secondo il pm Pelosi, la vicenda nasce dalla necessità di contenere i costi da parte dell’impresa appaltatrice Coopsette, allora capofila del consorzio Torrepiemonte.
LE ACCUSE
«A tutti i livelli si sapeva che la variante per il grattacielo della Regione nasceva perché i costruttori dovevano guadagnare di più. Fu Ezio Enrietti a far sì che venisse approvata, esercitando il proprio potere e le relazioni che aveva attraverso la moglie, Maria Grazia Ferreri. In cambio chiese e ottenne un subappalto per la sua azienda, la Les srl, da 5 milioni di euro». Al centro dell’inchiesta la variante migliorativa che, secondo l'accusa, sarebbe stata approvata senza alcuna reale necessità a beneficio di Coopsette, riscuotendo poi dalla coop la promessa di affidare subappalti alla Les srl di Enrietti, marito della direttrice del patrimonio della Regione Piemonte. «La vicenda nasce in un momento particolare - ha detto il pm - Era cambiata la giunta, il presidente Roberto Cota aveva deciso di avviare una spending review, aveva chiesto di mandare la documentazione sul grattacielo alla Corte dei Conti. Coopsette aveva l’esigenza di risparmiare, per questo ha commissionato la variante definita “migliorativa”». Pochi giorni fa ha quindi chiesto la condanna con accuse che vanno dal falso, all’abuso d’ufficio alla corruzione.
LE RICHIESTE
La condanna più alta, 3 anni e 4 mesi, pende sull’ex presidente della Regione e imprenditore Ezio Enrietti e per il geometra di Coopsette, Paolo Rosa. Rosa era rappresentante dell’impresa di costruzioni e procuratore del raggruppamento che avrebbe dovuto realizzare il progetto di Fuksas, progetto poi modificato per risparmiare e guadagnare di più, secondo la ricostruzione degli inquirenti. Per Maria Grazia Ferreri il pm ha chiesto una condanna a tre anni. Mentre per i funzionari regionali Carlo Savasta (ex direttore dei lavori del grattacielo per Coopsette) e Luigi Robino (ancora in carica) sono stati chiesti rispettivamente due anni e mezzo e due anni e otto mesi. Infine, nei confronti di Claudio Santese, collaboratore di Enrietti, è stata chiesta la pena più bassa: due anni e quattro mesi. —
E.L.T.
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