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«Il Sant’Anna dal 2017 è legato al Santa Maria, è diverso da Cavalese»

Castelnovo MontiA seguito del dibattito che si è sviluppato anche in Appennino, e a Castelnovo Monti in particolare, in merito alla possibile riapertura, annunciata dal Ministero della Salute, del...

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Castelnovo Monti

A seguito del dibattito che si è sviluppato anche in Appennino, e a Castelnovo Monti in particolare, in merito alla possibile riapertura, annunciata dal Ministero della Salute, del Punto nascite di Cavalese, interviene il capogruppo del Movimento 5 Stelle di Castelnovo, Massimiliano Genitoni, che sottolinea le responsabilità nell’attuale situazione di chiusura del servizio.

«L’ospedale Sant’Anna di Castelnovo non è più un ospedale di montagna indipendente come quelli per i quali sono state richieste le deroghe, ma da luglio 2017 diversi reparti e servizi, tra i quali il Punto nascite, sono stati accorpati al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia divenendo reparti distaccati di quest’ultimo. Non serve più nessuna deroga dato che il Santa Maria supera abbondantemente il numero di parti-anno necessario e che il personale è adeguatamente formato per operare in piena sicurezza - evidenzia - Per riaprire basterebbe una semplice riorganizzazione aziendale. Infatti il Comitato nascite del Ministero dà un parere di carattere tecnico in base alle documentazioni fornite. Tale parere è puramente consultivo, dato che solo le Regioni hanno la possibilità di decidere se chiudere o mantenere aperto un punto nascita. Se non in conformità, la Regione può decidere di investire risorse al fine di soddisfare i parametri minimi di sicurezza». Conclude Genitoni: «Quello che serve è quindi una decisione della Regione di riapertura immediata essendo venute meno le criticità evidenziate a suo tempo quando l’ospedale di Castelnovo era un ospedale autonomo e non aveva abbastanza personale per coprire tutti i turni necessari. Questo insistere sul volere fare una nuova richiesta di riesame non ha nessun senso se non per gli attuali amministratori di superare indenni le prossime elezioni, confondendo l’opinione pubblica ma senza volere veramente risolvere l’attuale situazione».

«Tutti possono facilmente comprendere che una richiesta di parere sortirebbe solo un esito negativo perché il punto nascita è stato smantellato, il personale trasferito e la ginecologia h24 chiusa. Se veramente si volesse richiedere un parere consultivo che abbia un esito positivo la Regione dovrebbe quantomeno ripristinare le condizioni operative del periodo precedente la chiusura e colmare le mancanze. C’era tutto il tempo ma è mancata la volontà di farlo e qualcuno, nolente o dolente, dovrà assumersi le proprie responsabilità». —

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