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La vertenza del Corso Domani un’assemblea pubblica in municipio

CORREGGIOLa situazione del Convitto Corso, che vede da tempo il Sindacato generale di base (Sgb) impegnato su più fronti – l’ultima è la lotta per l’aumento del numero di educatori –, sarà al centro...

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La situazione del Convitto Corso, che vede da tempo il Sindacato generale di base (Sgb) impegnato su più fronti – l’ultima è la lotta per l’aumento del numero di educatori –, sarà al centro di un’assemblea cittadina in programma domani, alle 18,30 a Palazzo dei Principi. E la vertenza del Convitto Corso sarà parte integrante del prossimo sciopero generale del 26 ottobre. L’Sgb lo annuncia in una nota che non va tanto per il sottile. «Tutte le istituzioni la smettano di remare contro il Convitto Corso e comincino ad adoperarsi seriamente per il suo rilancio, cominciando con il ripristino del corretto numero di educatori e del servizio di convittualità notturna».

Il sindacato denuncia apertamente l’atteggiamento degli enti sia locali che nazionali: «Non c’è anno che passa che il Convitto Corso di Correggio non venga attaccato frontalmente o dagli enti locali del territorio o dall’ufficio Scolastico o direttamente dal livello centrale del ministero dell’Istruzione».

E snocciola date ed eventi in successione contro quelli che definisce «i detrattori del Convitto Corso» e la «potente macchina del fango» da essi alimentata al solo scopo di depotenziare il convitto con «argomentazioni spesso prive di fondamenta»: «Come i fantomatici disservizi sulla convittualità notturna, la solita litania sulla tenuta dei conti, la fantomatica prossimità al fallimento, tutti temi volti solo a disincentivare i genitori ad iscrivere i figli, per poter poi giustificare l’eliminazione del servizio notturno».

A una prima vertenza, tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, per salvare il Corso da una annessione al polo professionale, seguì la drastica e progressiva riduzione degli educatori che sembrava condannare l’istituto a chiusura «per lenta agonia».

Ma a cambiare le cose fu la crescita delle iscrizioni a partire dall’anno scolastico 2015/16, fino ad arrivare agli attuali 170. Sul numero di educatori – ora 7, ma dovrebbero essere 8 – il 20 settembre scorso c’è stato anche un summit in prefettura che però ha portato a un nulla di fatto. —

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