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fabbrico, caso gessi  

«Segnalammo odori anomali già nel 2014»

M.P.
«Segnalammo odori anomali già nel 2014»

Il consigliere di opposizione Gianni Pedrazzini attacca  il sindaco Terzi: «Chiedemmo spiegazioni, mi ha ingannato» Vuole costituirsi parte civile

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FABBRICO

«Sulla vicenda dei gessi contaminati sparsi sul territorio di Fabbrico ininterrottamente dal 2014 al 2018, il sindaco ha taciuto ai fabbricesi negando la gravità della situazione, ignorando le mie preoccupazione espresse in una mia richiesta a lui indirizzata in data 26 agosto 2014 in cui chiedevo, a nome dei fabbricesi che rappresento una spiegazione relativa alla presenza di miasmi rilevati in varie aree del prossime al centro abitato».

Così esordisce sull’ormai caldo tema dei gessi di depurazione il capogruppo di “Riviviamo Fabbrico”, Gianni Pedrazzini.

Pedrazzini tira in ballo le dichiarazioni del sindaco Maurizio Terzi, risalenti all’agosto del 2014. «In risposta alla mia richiesta di spiegazioni il sindaco si è limitato a inviarmi le comunicazioni di Iren relative alla utilizzazione agronomica di fanghi di depurazione dei contoterzisti autorizzati e una relazione di Arpa, senza data e relativa ai sopralluoghi eseguiti a Fabbrico in data 14 agosto e 18 agosto 2014, quindi ben prima della mia richiesta del 26 agosto. Questa è la genesi di una vicenda kafkiana in cui il sindaco di Fabbrico ha dimostrato ancora una volta di non saper ottemperare ai doveri istituzionale di cui è l’unico responsabile, cioè della salute pubblica - va avanti Pedrazzin - Ha ignorato le lamentele dei cittadini, ha ingannato un consigliere comunale fornendo documentazione non afferente (Iren) o antecedente la mia richiesta (Arpa) lasciando che liberamente si spargessero i gessi contaminati da idrocarburi per altri anni». E annuncia: « Dopo la denuncia di Rai3, mi sono attivato con i miei parlamentari di Forza Italia Galeazzo Bignami e Benedetta Fiorini redigendo una interrogazione poi inoltrata al Ministro dell’Ambiente e a quello dell’Agricoltura, chiedendo di avviare verifiche sul nostro territorio. Questo è stato compiuto dai consiglieri di opposizione anziché dalla giunta, incapace di sopperire alle evidenti difficoltà relazionali del sindaco. Qualora le indagini confluissero verso un procedimento penale, di sto valutando costituirmi parte civile a difesa dell’intera comunità che rappresento». —

M.P.

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