A 70 anni “coast to coast” in bici, da Reggio Emilia alla riscoperta dell’America
L’impresa di sei reggiani che mezzo secolo fa, da studenti, avevano soggiornato oltreoceano
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REGGIO EMILIA. Dalle marce dei pionieri verso la frontiera del lontano Ovest fino al girovagare “on the road” della Beat generation il viaggio è uno degli archetipi fondativi della civiltà americana. Sei reggiani settantenni innamorati degli States l'hanno declinato nella versione di un’impresa che sarebbe ardua anche per un ventenne: percorrere il continente “coast to coast” in bicicletta. Quattro di loro hanno pedalato per 3.870 chilometri da New York a San Francisco attraverso le sterminate pianure del Mid West, inerpicandosi fino ai quattromila metri del Pikes Peak. Gli altri due li hanno accompagnati con l'auto di scorta, un mastodontico suv Suburban Chevrolet. Lo scopo però, non era un'impresa sportiva, ma il ritrovare l’America scoperta più di cinquant'anni fa grazie a American Field Service - Intercultura, l’associazione che promuove l’amicizia tra le nazioni organizzando soggiorni all'estero per gli studenti delle scuole medie superiori, che vengono ospitati per l'intero anno scolastico da famiglie capaci di accoglierli come figli adottivi e di allacciare con loro affettuosi e duraturi rapporti.
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L’ORGANIZZAZIONE. Il viaggio l’hanno ideato e meticolosamente progettato Vincenzo Morlini e Valerio Miselli. Morlini, presidente provinciale dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti, ha alle spalle una carriera di manager di importanti aziende in Italia e in Europa. È stato al vertice della Fondazione Manodori e, per due mandati, della Cassa di Risparmio. Negli anni Sessanta era stato uno dei primi reggiani ad andare negli Usa con Intercultura. Nel 2011 è stato nominato presidente di Afs Intercultural Programs, divenendo il primo cittadino europeo al vertice dell'associazione, che ha guidato per sei anni dalla sede di New York.
Miselli invece è l’ex-primario di diabetologia dell'ospedale Magati di Scandiano. Oltre a quello di organizzatore s’è assunto il ruolo di medico, portavoce e autista. Insieme a lui ha viaggiato sempre in auto, in appoggio ai ciclisti, anche Marco Curti, libero professionista già dirigente dell'Ifoa. Gli altri quattro hanno superato il percorso sulle due ruote.
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SU DUE RUOTE. Oltre a Morlini hanno pedalato Claudio Corsini, dirigente bancario già vicedirettore della Cassa di Risparmio di Reggio e direttore generale della Cassa di Risparmio di Asti, Adriano Battilani, già direttore generale di Fantuzzi-Reggiane, e Giovanni Turello, l'unico non reggiano, che è un imprenditore di Asti già presidente della locale associazione dei commercianti.
«Ci eravamo proposti – spiega Miselli – di visitare l'America profonda che ha dato il voto al presidente Trump, composta da comunità molto legate a valori tradizionali perlopiù di origine protestante, fra cui quella degli Amish. Abbiamo trovato gente molto ospitale, che ci ha accolti con grande cordialità e umanità sia nei molti piccoli centri attraversati sia nelle città. Quando illustravamo il nostro itinerario ciclistico esplodevano in esultanti wow e my God».
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LA GENEROSITÀ. «Ho ritrovato – aggiunge Morlini – la stessa America di cinquant'anni fa, curiosa e interessata, che ci ha accolti con grande amicizia, ospitalità e disponibilità al dialogo. È un’America generosa, che ci ha permesso di raccogliere quasi diecimila euro per il progetto che ci siamo prefissi, accogliere tramite Intercultura uno studente americano in Italia, possibilmente a Reggio, durante il prossimo anno scolastico. Tante persone ci hanno donato 50 o 100 dollari. Un uomo di origine italiana ne ha dati 500. È stata una grande soddisfazione, ma il viaggio in sè ci ha ripagati. Steve Jobs, con cui ho lavorato, diceva che il viaggio è la vera ricompensa». —
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