Anpi: «Giudizi infondati di Dalla Chiesa sull’attività a scuola»
BrescelloA distanza di un mese dalle dichiarazioni di Nando Dalla Chiesa – che aveva affermato, in occasione della presentazione della ricerca sulle infiltrazioni a Brescello, di aver saputo dal...
Brescello
A distanza di un mese dalle dichiarazioni di Nando Dalla Chiesa – che aveva affermato, in occasione della presentazione della ricerca sulle infiltrazioni a Brescello, di aver saputo dal Ministero di resistenze da parte della scuola in occasione della Giornata della legalità del 23 maggio scorso – le sezioni Anpi di Brescello e Poviglio insieme al provinciale sono tornate sul tema. «Ad oggi – scrive l’Anpi – è stato possibile conoscere solo una stringata sintesi dei contenuti della ricerca per cui non siamo in condizione di esprimere una valutazione compiuta di merito. Ci ha sorpreso l’affermazione di Dalla Chiesa sulla scuola di Brescello e in particolare del conseguente e implicito giudizio di indisponibilità della stessa alle attività di educazione alla lotta alla mafia. Possiamo affermare per diretta conoscenza e per le esperienze realizzate che tale giudizio non è fondato e non corrisponde al vero. Sappiamo, anche per aver promosso iniziative con la scuola primaria e con la scuola secondaria di Brescello e per aver preso parte ad iniziative organizzate dalle scuole, che sono state realizzate varie attività, preventivamente inserite nel piano dell’offerta formativa, sui temi della Costituzione, della resistenza e della memoria, ma anche della cittadinanza attiva e della legalità». «Riteniamo fuorviante dedurre – prosegue Anpi – dalla mancata adesione ad un’ulteriore iniziativa, che la scuola abbia avuto un atteggiamento di chiusura su queste tematiche. Nel corso del festival della legalità lo scrittore Gallo si è complimentato con gli studenti per la serietà e consapevolezza con cui hanno discusso sul tema della mafia. Sulla realtà di Brescello non siamo certamente portatori di posizioni “negazioniste” o “autoassolutorie”. Anzi comprendiamo il ruolo importante che hanno giocato i fattori facilitanti, ai vari livelli, permettendo alla mafia non solo di infiltrarsi ma anche di integrarsi nel tessuto locale. Auspichiamo che dalla ricerca emerga un’analisi esauriente che ci possa essere utile per i comportamenti da tenere non solo nella realtà brescellese, ma anche nella intera realtà reggiana analogamente coinvolta dal fenomeno. A nostro avviso, per poter promuovere nuovi processi di contrasto alle mafie, va superato lo schema delle fazioni opposte che non discutono e non si confrontano. Riteniamo che solo con una comunità disponibile a confrontarsi, aperta alla conoscenza delle idee altrui, disponibile ad approfondirne le ragioni possa contribuire a superare improduttive polemiche». —
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