«Diffamato», Ermes Coffrini chiede i danni a Bini e Ganapini
L’avvocato brescellese fu accostato ai Grande Aracri. Ieri si è costituito parte civile I legali del sindaco della montagna e dell’ambientalista parlano di giudizi politici
È una battaglia intensa, quella che ha preso il via ieri in tribunale a Reggio tra l’ex sindaco di Brescello, Ermes Coffrini, parte lesa in un processo partito da una sua querela per diffamazione contro l’ambientalista reggiano Walter Ganapini e il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini. I due imputati, presenti ieri in aula, sono accusati di diffamazione aggravata: il primo per aver tirato in ballo Coffrini durante un serata al circolo Pd Darwin di Reggio Emilia sulla criminalità organizzata, accostandolo anche alla famiglia Grande Aracri. Il secondo per aver postato il video della medesima serata, già pubblicato su Youtube, direttamente sulla sua bacheca Facebook scrivendo «Bravo Walter».
La Procura aveva già chiesto l’archiviazione del procedimento, ma il gip aveva poi accolto l’opposizione presentata da Coffrini, che ieri - tramite l’avvocato Mario L’Insalata – si è costituito parte civile, con la quale verrà quantificato anche il risarcimento dei danni sulla cui entità il legale si esprimerà in seguito. Un altro punto a favore della parte civile è stato segnato ieri con l’accoglimento dell’opposizione al rito abbreviato condizionato. Vista la mole di documenti presentati e la richiesta di sentire diversi testi, l’avvocato si è opposto, trovando il favore del giudice Chiara Alberti.
A seguire il processo, tra il pubblico di giornata, c’era il figlio di Coffrini, l’avvocato Marcello Coffrini, anch’egli ex sindaco di Brescello. I difensori di Bini (l’avvocato Silvia Piccinini) e Ganapini (Marco Scarpati e Rossella Ognibene), hanno richiesto quindi il rito ordinario, mettendo in lista testi Santino Muto del circolo Darwin del Pd (che organizzò la serata), Mauro Ponzi (rappresentate del mondo cooperativo) e il responsabile immobiliare di Coop Nord Emilia. La frase citata nel capo di imputazione contro Ganapini, infatti, riporta l’affermazione dell’ambientalista che citava Coffrini relativamente alla cessione molti anni addietro di un circolo del Partito Comunista. Una sorta di perdita di presidio territoriale, inserito poi in una discussione però legata alla criminalità. L’ex sindaco di Brescello Ermes Coffrini ha quindi iniziato la battaglia legale, dopo quella diversa intrapresa dal figlio - e citata ieri in udienza e oggetto di contestazione per la parte civile - che riguarda i ricorsi al Tar e in Consiglio di Stato sullo scioglimento del consiglio comunale di Brescello per condizionamenti mafiosi. Le difese vogliono depositare quelle sentenze: «Quella sera si era in un circolo del Pd e le valutazioni non erano diffamatorie ma politiche» ha anticipato la difesa di Ganapini, che nega ogni intento diffamatorio. —
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