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Ferrarini, un mese in più per il salvataggio Oggi il vertice a Roma con il Ministero

Evaristo Sparvieri
Ferrarini, un mese in più per il salvataggio Oggi il vertice a Roma con il Ministero

Il piano concordatario potrà essere presentato entro il 23 dicembre. Dopo un incontro ieri in azienda, oggi si torna al Mise

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Un mese in più per la presentazione del piano concordatario nell’ambito della procedura della Ferrarini Spa, che avrà tempo fino al 23 dicembre. È una delle novità emerse ieri nell’incontro tra l’azienda, i sindacati di categoria Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, e i commissari Bruno Bartoli per la Ferrarini Spa, e Franco Cadoppi per la controllata Vismara Spa, l’altro ramo del gruppo che si occupa di produzione di salumi.



L’incontro nella sede di Rivaltella è stato convocato in previsione del vertice in programma oggi al Ministero dello Sviluppo economico, inizialmente messo in calendario lo scorso 26 settembre, ma poi rinviato in modo da consentire un monitoraggio della situazione e la presentazione di un piano industriale in grado di affrontare un dissesto finanziario, dovuto in particolare alla liquidazione del sistema delle banche, stimato in circa 280 milioni di euro.



Una condizione di difficoltà che ha spinto l’11 ottobre scorso il gruppo a richiedere e ottenere la richiesta di concordato con riserva anche per la Società Agricola Ferrarini, il ramo che si occupa di produzione di Parmigiano-Reggiano, vino e aceto balsamico, nata un paio di anni fa dallo scorporo delle attività del gruppo e considerata una cassaforte dal punto di vista patrimoniale, con più di 122 milioni di terreni, stalle, bestiame, caseifici e acetaie, contro i 29 milioni del capitale industriale. Commissario della procedura, in questo caso, è stato nominato il commercialista reggiano, Federico Spattini. Per la società agricola, a far data proprio dall’11 ottobre, l’azienda avrà 120 giorni di tempo per presentare un piano concordatario. Un lasso temporale che, per quanto riguarda la procedura della Ferrarini Spa, sarebbe dovuto terminare a fine novembre, in conseguenza della richiesta di concordato presentata il 23 luglio. L’assenza di istanze fallimentari, tuttavia, ha consentito di chiedere e ottenere dal tribunale un allungamento di 30 giorni sulla scadenza, motivando la richiesta con una sospensione feriale nel mese di agosto. E facendo così spostare il termine per la presentazione del piano a ridosso delle festività natalizie.



All’incontro di ieri era presente anche l’ad Lisa Ferrarini, che – secondo quanto trapela – avrebbe parlato genericamente di interessamenti da parte di gruppi imprenditoriali nazionali e di fondi internazionali, mantenendo tuttavia il massimo riserbo su quali siano questi soggetti. Nei mesi scorsi, si era parlato di interessamenti da parte dei fondi QuattroR e Italmobiliare. E nei giorni scorsi era tornata sotto i riflettori anche l’ipotesi che a farsi avanti sarebbe stato il gruppo Amadori, che tuttavia anche recentemente ha smentito ogni trattativa.



Durante l’incontro, il commissario Bartoli ha illustrato i contenuti della seconda relazione mensile, facendo diffusamente il punto su produzione e stabilimenti. In sintesi, su Reggio la produzione è ancora a pieno regime, mentre potrebbero essere presto messe alle spalle le difficoltà più grosse, legate alla Vismara.



Argomenti che saranno affrontati diffusamente anche nell’incontro di oggi al Mise, riprendendo il filo dell’ultima riunione romana avvenuta il 3 agosto scorso. In quella circostanza, era stata ufficializzata l’autorizzazione alla cassa integrazione straordinaria per i 450 lavoratori della Vismara e al contratto di solidarietà per i 350 della Ferrarini (il cui ricorso sarebbe stato tuttavia marginale), con 150 giorni di tempo concesso alla proprietà per elaborare insieme ai commissari nominati dal Tribunale di Reggio i piani industriali da sottoporre a parti sociali e istituzioni. Un incontro che non aveva soddisfatto i sindacati seduti al tavolo, che avevano apertamente parlato di risposte non soddisfacenti per i lavoratori riguardo il futuro loro e dell’azienda, restando in attesa di una svolta. Secondo i bilanci 2016, il gruppo contava debiti per oltre 280 milioni tra Ferrarini spa (ricavi per 109 milioni, un utile di 2,3 milioni, 385 dipendenti diretti, un patrimonio netto di 47 milioni e debiti per 151 milioni), Vismara (sempre ramo salumeria, 100 milioni di ricavi, un utile di 600mila euro e debiti per 65 milioni) e la Società Agricola (ricavi per 87 milioni, un utile di 279mila euro e debiti per 69 milioni). —



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