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fabbrico, inchiesta gessi di defecazione 

«Fummo noi i primi a intervenire sul caso»

M.P.
«Fummo noi i primi a intervenire sul caso»

Il sindaco Terzi replica all’attacco dell’opposizione «È da oltre un anno che collaboriamo alle indagini»

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FABBRICO

«Toh! Senti chi parla! Si è svegliato Giovanni Pedrazzini». Non si placa il dibatto politico sui gessi di depurazione. Ora a intervenire è il sindaco Maurizio Terzi, sindaco di Fabbrico, dopo le dichiarazioni del capogruppo di “Riviviamo Fabbrico”.

LA RISPOSTA
«I primi a evidenziare il problema sui gessi di defecazione sono stati i sindaci. Anche quello di Fabbrico – aggiunge Terzi –. Poi Fabbrico è passato dalle parole ai fatti, collaborando con gli enti e le forze dell’ordine. Questa collaborazione ha portato a due sequestri e all’interessamento della magistratura. Con tutti questi soggetti il Comune, i tecnici, la giunta e il sindaco in particolare; esiste ancora oggi una collaborazione attiva e non potrebbe essere che così. Purtroppo Giovanni Pedrazzini miscela situazioni diverse, per cercare di parlare alla pancia delle persone: capita dopo un risveglio».

«Il signor Pedrazzini – continua Terzi – cita una richiesta: la sua richiesta arrivò in municipio attraverso una lettera del 26 agosto 2014; a questa richiesta è stato risposto in modo puntuale in primo luogo con la documentazione relativa ai materiali, successivamente con la comunicazione di Arpa, ente al quale venne chiesto, dal sottoscritto, di effettuare i controlli. Il consigliere Pedrazzini ha ricevuto questa documentazione; se non l’avesse letta o l’avesse smarrita, provvederemo ad inviarne copia di quanto dovrebbe già avere. Se Pedrazzini avesse riscontrato qualcosa di anomalo avrebbe dovuto chiamare Arpa nell’estate del 2014. Segnala che la lettera di Arpa è precedente al suo interessamento: è così, ci siamo interessati della salute dei cittadini e abbiamo chiesto chiarimenti prima del suo interessamento. Leggiamo che il consigliere Pedrazzini si è interessato ai gessi solo dopo il servizio su Rai Tre; sindaco, enti e forze dell’ordine si stanno occupando del caso dal momento in cui sono stati avvistai i primi mezzi pesanti; oggi i gessi sono bloccati in via Righetta perché sottoposti a sequestro». «Senza l’intervento dell’amministrazione comunale non saremmo arrivati al sequestro, ai controlli e al ricorso al Tar; si perché oggi pende nei confronti degli amministratori un ricorso al Tar di Parma, e si sa, chi si rivolge al Tar per approfondire o per opporsi ad un atto amministrativo lo fa perché non condivide gli atti, figuriamoci quando in ballo c’è un sequestro di un “potenziale” prodotto inquinante. Sindaco, amministrazione, tecnici del Comune, enti e forze dell’ordine – conclude Terzi – hanno lavorato e lavorano per approfondire le situazioni contingenti e per tutelare i cittadini. Vogliamo collaborare con la magistratura affinchè venga fatta luce sul problema. Capiamo il disappunto di Giovanni Pedrazzini che cerca di risalire una china e un interessamento a mezzo stampa». —

M.P.

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