Reggio schierata con Landini oggi intanto si elegge Mora
Dopo due giorni di dibattito, si concludono i lavori al teatro Ariosto Il documento di maggioranza ha ottenuto addirittura il 97% dei consensi
REGGIO EMILIA
Si chiudono oggi i lavori del 18esimo congresso della Camera del lavoro di Reggio Emilia, dopo due giorni di dibattito al teatro Ariosto caratterizzati da una netta scelta di campo da parte dei delegati intervenuti a favore di Maurizio Landini per l’elezione a segretario generale della Cgil al prossimo congresso nazionale di Bari, dove dovrà vedersela con Vincenzo Colla che invece rappresenta l’area meno movimentista e meno attenta al M5S della Cgil. Una scelta netta quella della Camera de lavoro reggiana a favore del reggiano Landini, indicata peraltro dallo stesso segretario uscente Guido Mora nella sua relazione.
I lavori del congresso reggiano a differenza del passato non hanno dovuto fare i conti con quello scontro tra più mozioni congressuali che ha spesso caratterizzato gli ultimi congressi. Il documento di maggioranza nei congressi di categoria ha raccolto il 97% dei consensi mentre al documento di minoranza presentato dagli esponenti di “Rete 28 aprile”, è andato solo il 3% dei consensi. Scontata, salvo improbabili ribaltoni, la rielezione a segretario della Camera del lavoro reggiana di Guido Mora che nel dare la propria disponibilità a concludere il proprio mandato, ha anche affermato di «avere l’intenzione di chiedere un suo avvicendamento in anticipo rispetto alla scadenza naturale di metà 2020». Mora, nella sua relazione, ha poi individuato alcuni temi caldi e indicato nell’ignoranza, nell’indifferenza e nell’intolleranza i problemi principali con cui deve fare i conti la società attuale e alla stessa Cgil, alla quale ha rivendicato l’impegno e a volontà di combattere numerose lotte anche se non sempre concluse con successo.
Nella sua breve relazione Mora è partito da Aemilia (il cui processo sta volgendo al termine), per toccare il tema dell’immigrazione, passando per un giudizio negativo sull’attuale situazione politica nazionale, con l’auspicio che la Cgil «sappia assumere il ruolo di un vero soggetto politico della sinistra trasformando gli attuali assetti sociali, economici e politici. Mora ha poi concluso la sua analisi parlando della situazione locale. Che, ha detto, è tutt’altro che tranquilla «con gran parte degli indicatori economici che ci dicono come lo stato attuale dell’economia reggiana non abbia recuperato la situazione pre-crisi e come sul piano occupazionale sconti un poderoso incremento del lavoro precario». Per la Camera del lavoro nella nostra provincia restano ancora aperte alcune criticità, che trovano la loro origine nel continuo taglio delle risorse statali agli enti locali. A partire dal nodo della ripubblicizzazione del sistema idrico, ai futuri assetti del trasporto pubblico e alla difesa delle strutture pubbliche nella sanità e nel welfare. Tema quest’ultimo che ha caratterizzato l’attività della Cgil reggiana negli ultimi mesi.
Molte le critiche arrivate dai delegati sindacali intervenuti nel dibattito rispetto al ruolo che il sindacato ha svolto in questi anni che, hanno ripetuto, «ha perso la capacità di rappresentare e raccogliere l’adesione e il consenso dei lavoratori». L’altro tema su cui si è discusso, ma con più passione da parte dei sindacalisti rispetto ai delegati dei lavoratori è stata la necessità che la Cgil sappia esprimere una maggior politica confederale a scapito di quelle figlie delle singole categorie. Ma anche in questo caso tutti alla fine tornavano al quesito di fondo di questo congresso: chi scegliere tra Maurizio Landini e Vincenzo Colla per il dopo Camusso. —
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