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ANNULLATO L’AMMONIMENTO 

Vince un ricorso al Tar contro la questura e può rivedere il figlio

AM.P.

REGGIO EMILIALa questura di Reggio Emilia ha perso un ricorso davanti al Tar e il ministero dell’Interno, rappresentato dall’Avvocatura dello Stato, è stato condannato al pagamento delle spese di...

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REGGIO EMILIA

La questura di Reggio Emilia ha perso un ricorso davanti al Tar e il ministero dell’Interno, rappresentato dall’Avvocatura dello Stato, è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio: duemila euro più oneri. Al centro della vicenda una coppia reggiana – 49 anni lui, 39 anni lei – che, quando il loro figlio era neonato, ha visto incrinarsi il rapporto sentimentale.

All’interno di un procedimento di separazione combattuto e non consensuale, la madre ha sporto denuncia di stalking contro il padre. Di conseguenza il 20 novembre 2017 il questore di Reggio Emilia ha emesso, nei confronti dell’uomo, un ammonimento orale esortandolo a «tenere una condotta conforme alla legge, evitando di continuare a porre in essere comportamenti che possano ingenerare nella signora un perdurante grave stato di ansia e di paura ovvero un fondato timore per l’incolumità propria, tale da alterare le normali abitudini di vita».

Un passaggio usuale e obbligato, dal punto di vista penale. Però al padre, che riteneva di non aver mai commesso atti persecutori, ha provocato delle difficoltà nel vedere il figlio con continuità. Per questo motivo l’uomo l’1 febbraio scorso ha impugnato il provvedimento del questore davanti al Tar, chiedendo a più riprese di poter avere accesso agli atti; richiesta negata. Il 21 marzo il Tar ha sospeso in via cautelare la misura e la questura ha cancellato l’ammonimento in autotutela. Infine il 3 ottobre il Tar di Parma ha emesso sentenza definitiva, dichiarando l’annullamento dell’ammonimento e l’annullamento dei diniego di accesso agli atti e anzi disponendo «una integrazione istruttoria», poiché il tribunale amministrativo ha rilevato «l’incompletezza dell’istruttoria, che ha provveduto sulla base delle sole allegazioni della signora senza sottoporle ad approfondita verifica». Una prima vittoria – in attesa del processo civile – per il padre, che ha sostenuto delle spese processuali ora addebitate al ministero. —

AM.P.

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