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sindacato in pezzi 

Bocciato il candidato unico della Cgil La rabbia di Mora: «Siete dei farabutti»

Nicole Nasi
Bocciato il candidato unico della Cgil La rabbia di Mora: «Siete dei farabutti»

L’assemblea generale ha fatto registrare 66 voti favorevoli e 75 contrari, invettiva dal palco del segretario uscente

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reggio emilia

«Siete dei farabutti!». Questa la frase che è risuonata ieri all’interno del teatro Ariosto, ripetuta a oltranza come una pugnalata e amplificata dall’acustica dell’edificio. È qui infatti, in un luogo dove sono state rappresentate decine di tragedie e drammi, che si è consumato il più grande colpo di scena nella storia della Cgil reggiana, riunita nel suo 18esimo congresso provinciale. È stata infatti respinta, nel tardo pomeriggio di ieri, la proposta avanzata dai Centri regolatori, vale a dire gli organismi dirigenti regionali e nazionali della Cgil, di rieleggere a segretario generale di Reggio Emilia Guido Mora, sindacalista di provenienza operaia, unico candidato per la carica.

L’Assemblea generale eletta dal Congresso, composta da 144 membri, ha fatto registrare 66 voti favorevoli e 75 contrari, deludendo ogni aspettativa data per certa anche dallo stesso Mora, il quale aveva dichiarato di voler richiedere un «suo avvicendamento in anticipo rispetto alla scadenza naturale di metà 2020».



Molte sono state le critiche dai delegati intervenuti nei dibattiti rispetto al ruolo avuto dal sindacato negli ultimi anni per quanto riguarda la rappresentanza, il consenso e la necessità di una maggiore politica confederale. E d’altronde anche Mora, durante il suo intervento allo stesso Congresso, aveva individuato alcuni temi caldi oggetto di discussioni nella due giorni e indicato nell’ignoranza, nell’indifferenza e nell’intolleranza i problemi principali con cui sia la società attuale sia la Cgil devono fare i conti.

Nelle sue parole non si sono lette note di sconforto ma anzi l’ex segretario aveva rivendicato l’impegno e la volontà di combattere le numerose lotte pur essendo ardue, soprattutto in questo nuovo clima governativo.



Nessuno si sarebbe aspettato, vista la determinazione e l’apparente consenso, un ribaltone senza precedenti a Reggio Emilia. Durissima la reazione del segretario uscente che, deluso dai risultati dell’elezione, ha attaccato gli stessi votanti ripetendo più e più volte la parola “farabutti”. «Ringrazio i farabutti che sono in Assemblea generare – ha tuonato dal palco dell’Ariosto – oggi è il mio 25 aprile personale. Si tratta della liberazione da un impegno che credo di aver svolto con devozione. Buona fortuna, perché ne avete bisogno».



L’ex segretario era infatti fermamente convinto di poter contare sul sostegno di una solida maggioranza interna, che però l’ha pugnalato alle spalle sfiduciandolo nel segreto dell’urna. Grazie al suo trascorso come segretario provinciale della Fiom e come membro della segreteria della Camera del Lavoro, al cui vertice fu eletto nel marzo del 2014, Guido Mora faceva affidamento sull’appoggio della stessa Fiom, del sindacato dei trasporti, i grafici e gli spezzoni di altre categorie, fra cui una parte dei pensionati Spi. Numeri alla mano poteva quindi contare su circa il 53-54% delle forze coinvolte.



Un ribaltone che ha suscitato clamore e stupore tra i delegati non votanti presenti in teatro, che avevano sostenuto e applaudito Mora fino al colpo di scena del tutto inaspettato di ieri pomeriggio.

All’uscita dal Congresso, tra i dirigenti sindacali nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni. Sferzante è stato invece il commento di uno degli iscritti alla Cgil testimone della vicenda: «Dopo i Martiri del 7 luglio è la cosa più grave mai successa a Reggio Emilia. Non mi spiego il motivo di un gesto simile. Sono sbalordito da quanto accaduto».

Tanti i dubbi e le ipotetiche risposte che presenti e non presuppongono in merito alla non elezione del segretario uscente della Cgil, certo una spaccatura era già presente all’intero dello stesso sindacato reggiano.

A fine 2015, infatti, nell’ente di via Roma si era consumato un forte dibattito tra la minoranza interna, la quale allora si riconosceva nella segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso, e una maggioranza fedele a Maurizio Landini, ex segretario generale della Fiom.

I primi avevano dichiarato rotto il patto unitario interno ed erano usciti dalla segreteria provinciale, formando in conseguenza un proprio coordinamento promosso dai segretari di alcune categorie, durato poco più di un anno.

La spaccatura sembrò aggiustarsi con il rientro degli stessi, avvenuta dopo l’elezione di una nuova segreteria equilibrata tra le due fazioni in lotta, anche se i fatti di ieri rivelano il contrario.

Ora è previsto che i Centri regolatori avviino per la situazione una fase d’ascolto e la riconvocazione dell’Assemblea generale per sbrogliare questa matassa. —



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