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Fa il meccanico senza permessi Sequestrati officina e attrezzi

Fa il meccanico senza permessi Sequestrati officina e attrezzi

La situazione di irregolarità emersa in un fabbricato della prima periferia Sorpreso al lavoro anche un immigrato senza permesso, avviato all’espulsione

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SCANDIANO

L’attività delle officine meccaniche e delle carrozzerie irregolari finisce nel mirino delle forze dell’ordine. E infatti nel Reggiano salgono a due, nel giro di pochi giorni, i casi di meccanici abusivi, privi cioé di qualsiasi autorizzazione per l’attività svolta e il luogo prescelto per metterla in piedi. E, in entrambi i casi, pure con lavoratori immigrati in nero.

Dopo il caso dell’officina abusiva di Pieve Modolena a Reggio Emilia, la seconda situazione di irregolarità emersa in questi giorni è quella scoperta alla prima periferia di Scandiano. E farà passare dei grossi guai alle due persone implicate: il gestore dell’attività e il proprietario degli immobili, due fabbricati adibiti a officina.

L’autofficina, allestita all’interno di due stabili fatiscenti, non era munita di alcuna autorizzazione. Questo è quanto hanno potuto rilevare, venerdì scorso, i carabinieri forestali delle stazioni di Scandiano e Viano quando, assieme ai colleghi del nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emilia e a quelli della Tenenza di Scandiano, sono entrati in azione.

I militari dell’Arma hanno fatto visita all’autofficina, allestita abusivamente appunto alla periferia scandianese.

Diverse e anche molto gravi le irregolarità emerse. Le verifiche degli uomini dell’Arma, infatti, hanno riscontrato che l’attività di autoriparazione era, in toto, abusiva: sia l’attività di meccanico, sia quella di carrozziere. Il gestore era privo di qualsiasi autorizzazione o iscrizione nei pubblici registri. Inoltre i carabinieri hanno potuto accertare anche la sfruttamento di manodopera clandestina “in nero”: all’interno degli stessi locali è stato trovato a lavorare un giovane extracomunitario privo di permesso di soggiorno. Per lui è scattata immediatamente la procedura di espulsione dal territorio nazionale.

Non solo. I due fabbricati adibiti a officina sono risultati privi di qualsiasi dotazione di sicurezza, sia per gli stessi lavoratori, sia per l’area circostante.

Non vi era, infatti, alcuna forma di smaltimento della grande quantità di rifiuti prodotti dall’attività di riparazione: pezzi di scarto e ricambi potenzialmente in grado di creare gravi problemi ambientali.

Alla luce di questa situazione, i carabinieri hanno dunque provveduto al sequestro penale dei due fabbricati e a quello amministrativo di tutte le attrezzature utilizzate per l’illecita attività di autoriparazione.

Il gestore dell’officina e il proprietario dei locali sono stati segnalati alle autorità competenti: dovranno rendere conto delle loro condotte alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. —

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