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la sentenza 

Condannati e multati i corrieri fermati al casello con lo shaboo

AM.P.
Condannati e multati i corrieri fermati al casello con lo shaboo

Quattro anni di carcere e 15mila euro per Okeke, 6 anni e 20mila euro a Ugowe La polizia li ha scoperti su un’auto con mezzo chilo di metanfetamina

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REGGIO EMILIA

È stata una batosta l’esito del rito abbreviato per i due nigeriani che, sette mesi fa, erano stati pizzicati al casello di Reggio Emilia dalla polizia con mezzo chilo di shaboo, la pericolosa metanfetamina che va per la maggiore, per di più in questo caso in cristalli e di qualità purissima: sul mercato avrebbe fruttato circa 50mila euro. Nonostante fossero entrambi incensurati Daniel Okeke, 24enne, il corriere, è stato condannato a 4 anni e 15mila euro di multa con il riconoscimento delle attenuanti generiche, mentre Maichol Ugowe, 58enne, l’autista, senza lo sconto delle attenuanti dovrà scontare 6 anni di carcere e pagare una multa di 20mila euro.

i controlli

La vicenda risale al 7 aprile scorso, quando la Squadra Volante alle 6 del mattino aveva fermato al casello dell’A1 una Opel Vectra di colore grigio. Poiché i due mostravano segni di nervosismo al controllo di routine, i poliziotti avevano approfondito la verifica trovando in possesso del passeggero, Okeke, 500 grammi di shaboo divisi in due sacchetti. Il primo, il più piccolo, era custodito dentro uno dei calzini, il secondo, delle dimensioni di una noce di cocco, tra gli slip e i pantaloni.

il viaggio

Il 24enne, durante la notte precedente, si era spostato con un treno regionale da Nogara, piccolo paesino vicino Verona, fino a Vicenza. Qui ad attenderlo c’era il 58enne, che lo aveva caricato a bordo dell’auto di sua proprietà: la destinazione impostata sul navigatore satellitare (quindi la meta dei due) era via Eritrea, in zona stazione. Il conducente aveva quattro telefoni che, secondo gli inquirenti, erano utilizzati per tenersi in contatto con i clienti e gli altri membri di un’organizzazione criminale ben più vasta.

la sentenza

In carcere da allora, i due – tramite i loro avvocati difensori Mario Di Frenna per Okeke e Alessandro Conti per Ugowe – hanno chiesto il rito abbreviato condizionato alla deposizione degli agenti, che ieri si è concluso davanti al Gip Giovanni Ghini. Visto il quantitativo di droga la pena base da cui si partiva era di otto anni. La differenza di pena si spiega con il fatto che, mentre il corriere ha ammesso e ha collaborato con la polizia, l’autista ha negato e ha sostenuto di essere un taxi driver abusivo all’oscuro di tutto. A smentirlo, il racconto di uno dei poliziotti, che ha indicato il nervosismo di entrambi, e la stessa destinazione inserita sul navigatore. —

AM.P.

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