Il Festival del Lambrusco targato Medici Ermete per lanciare il territorio
REGGIO EMILIA«Portare l’Emilia nel mondo e il mondo in Emilia». È l’ambizioso traguardo a cui la cantina Medici Ermete sta puntando rispettivamente con due progetti: il Festival del Lambrusco su...
REGGIO EMILIA
«Portare l’Emilia nel mondo e il mondo in Emilia». È l’ambizioso traguardo a cui la cantina Medici Ermete sta puntando rispettivamente con due progetti: il Festival del Lambrusco su modello della Fashion Week della moda nelle principali capitali del mondo e le serate intitolate “Medici per il territorio” a Reggio Emilia.
Ci crede fortemente Alessandro Medici, giovane talentuoso rappresentante dell’azienda di famiglia, che sta proseguendo il lavoro di internazionalizzazione iniziato dal padre Alberto e dal nonno Giorgio e che ha ideato il fortunato progetto di fondere il mondo del vino con le più svariate discipline. «Il Festival del Lambrusco che lanciammo dieci anni fa in Giappone – specifica Medici -– è oggi un appuntamento che coinvolge oltre 200 tra ristoranti ed enoteche in tutto il paese e che in prossimità del suo svolgimento registra ogni volta un raddoppio della quota import. Dal successo di questa esperienza abbiamo esteso l’impegno alla Gran Bretagna e l’anno prossimo coinvolgeremo anche Canada e Germania. Seguiranno poi le città di New York, Los Angeles, San Francisco, San Paolo e Rio de Janeiro. Le Lambrusco Week saranno organizzate nel mese di giugno e, come già accade in Giappone, i due ristoratori che venderanno più vino riceveranno in premio un viaggio in Emilia a spese della nostra azienda».
L’obiettivo è il medesimo che caratterizza da sempre la filosofia della Medici Ermete: offrire un “bagno di emilianità” a ristoratori, opinion leader e giornalisti del mondo, facendo loro visitare le eccellenze del nostro territorio, tra caseifici, acetaie, cantine e buon cibo.
Intanto, prosegue anche il lavoro in loco con il progetto “Medici per il territorio” fondato allo scopo di unificare in un’unica trama narrativa tematiche di agricoltura, viticoltura, sostenibilità ambientale, cultura e arte, per narrare, dialogare e creare dibattiti. Dopo il primo appuntamento, a giugno, con Salvo Noè, psicologo, psicoterapeuta e mediatore familiare, autore del libro “Vietato lamentarsi”, martedì scorso è stata la volta di Luca Casoli, direttore del Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia. L’incontro con Casoli, che ha trattato il tema “La cocciniglia della vite” ha attratto una cinquantina di persone, tra produttori e addetti ai lavori. —
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