Gazzetta di Reggio

Reggio

guastalla 

Il rombo di due Ferrari saluta il sorriso di Nunzia

MATTEO SBARBADA

Ieri a Cerese di Mantova il funerale della 24enne morta sabato scorso  dopo una notte in discoteca «Non ti dimenticheremo»

2 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA

Il rombo di due Ferrari per lei che amava le auto sportive. Striscioni, palloncini bianchi e la sua immagine sorridente, ovunque. Una folla di ragazzi e ragazze ha salutato ieri mattina per l’ultima volta, nella chiesa di Cerese (Mantova), Nunzia Colurciello, la ragazza di 24 anni strappata alla vita sabato scorso in un appartamento di Guastalla.

Nessuno, tra amici ed ex colleghi di lavoro, ha voluto mancare. Sul sagrato della chiesa tanti striscioni, a partire da quello firmato dagli amici dell’Infinity Bar. In tanti indossano una maglietta con una sua foto e sulla schiena la frase “Resterai la parte migliore”. L’immagine di Nunzia con il sorriso, come sempre dovrebbe essere a 24 anni, è all’ingresso della chiesa e davanti all’altare. Tutti la vogliono ricordare così, solare e generosa. Sulla bara bianca una tigre peluche gigante e un cappellino della Nike. «Per i giovani vorremmo un futuro nel quale realizzino i loro sogni – le parole di don Claudio –. Invece Nunzia si è scontrata con la durezza di questa vita. Ora sosteniamo la famiglia, dobbiamo aiutarli a portare questa croce». Struggente il ricordo delle amiche. Piccola guerriera, angelo. Le parole escono a fatica, la commozione rischia sempre di prendere il sopravvento. «Eri una ragazza piena di vita, sempre vicina a chi stava male – racconta una di loro –. Camminavi sempre a testa alta, con i tuoi occhioni e i tuoi mega sorrisi. Ora sei libera di volare e proteggerci».

All’uscita dalla chiesa, le urla di rabbia e disperazione della madre scuotono e commuovono tutti i presenti. Su un palloncino rosso a forma di cuore c’è scritto semplicemente Nunzia. Viene liberato verso il cielo per primo, seguito da una miriade di palloncini bianchi. Su ognuno di essi, un messaggio, un saluto. Dagli altoparlanti le note di una canzone di Eros Ramazzotti, Sta passando novembre. «Puoi raggiungere, forse adesso, la tua meta, quel mondo diverso che non trovavi mai. Solo che non doveva andar così, solo che tutti ora siamo un po’ più soli qui». Parole che riecheggiano sul sagrato sotto un cielo mai così grigio. —

MATTEO SBARBADA

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google