Muore nel rogo scoppiato nella casa La vittima, 64 anni, usava un respiratore
Si chiamava Lidia Poppi. A provocare il fuoco forse una scintilla, il macchinario avrebbe accelerato le fiamme
CASTELLARANO
Le fiamme sono divampate in sala da pranzo. Ancora non è chiaro cosa le abbia provocate, ma il respiratore che accompagnava Lidia Poppi, 64 anni, potrebbe aver avuto un ruolo nel tragico epilogo dell’incidente domestico: è morta tra il fumo e le fiamme che si sono propagate rapidamente all’interno della sua abitazione.
È la tragedia che ieri pomeriggio intorno alle 15 è avvenuta in una palazzina a due piani di via Cimabue 68, a Tressano: un’abitazione che si trova nel quartiere industriale.
Da una prima ricostruzione dei carabinieri della stazione di Castellarano, la donna si trovava sola in casa, ma da pochi minuti, dato che il marito Augusto Maffei era appena uscito.
È stato in quel breve lasso di tempo che è accaduto tutto. Un vicino di casa, che vive con la famiglia nell’alloggio soprastante, rientrato a casa con la figlia ha visto le fiamme e il fumo uscire da una finestra dell’appartamento al primo piano.
Ha subito chiesto aiuto, facendo accorrere, oltre ai vigili del fuoco e all’ambulanza, anche i famigliari della donna. I tentativi di soccorrerla, purtroppo, non sono stati facili. L’alloggio, infatti, era invaso dal fumo.
Nel giro di pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco dal più vicino distaccamento di Sassuolo; poco dopo li hanno raggiunti i colleghi di Reggio Emilia. I pompieri, per riuscire a entrare l’appartamento, hanno dovuto servirsi delle bombole di ossigeno. L’accesso è avvenuto anche da una finestra alla quale hanno appoggiato uno scala. Il calore e le fiamme erano così forti da danneggiare anche gli infissi dell’alloggio superiore.
Quando i soccorritori sono riusciti a raggiungere la donna, per lei era troppo tardi: l’hanno trovata ormai priva di vita.
La convinzione è che la presenza del respiratore abbia avuto un ruolo nel tragico rogo. Si ipotizza che ci possa essere stata una scintilla per un cortocircuito. La presenza dell’ossigeno avrebbe propagato in fretta le fiamme, impedendo alla donna di mettersi in salvo.
Sul posto, a dare sostegno al marito e ai due figli – tutta la famiglia, compresa la donna, sono volontari della locale Croce Rossa – nel giro di pochi minuti sono arrivati parenti e amici. Anche il sindaco Giorgio Zanni, che conosce bene la famiglia, è voluto passare per portare il suo conforto.
Intanto, carabinieri e vigili del fuoco hanno iniziato tutti gli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica della tragedia. Per capire da dove si sia sprigionato l’incendio in cui Lidia non ha purtroppo avuto scampo.
Per fissare la data del funerale della donna ora bisognerà attendere il nulla osta da parte del magistrato di turno, una volta che avrà l’esito di tutti gli accertamenti effettuati. La stanza del rogo al momento è inagibile. —
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